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In attesa della fase tre 

«Noi ristoratori gli ultimi a riaprire»

J.D.P.
«Noi ristoratori gli ultimi a riaprire»

Mirko Bondioli, titolare del “Caminetto da Papy” di Viano «Subito dovremo ridurre la capienza per tenere le distanze»

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REGGIO EMILIA

«Si dice che i ristoranti saranno gli ultimi a riaprire. Si ipotizza a fine maggio e comunque ci saranno tante restrizioni e cautele da adottare. Al momento non abbiamo certezze ma soltanto tanti dubbi». Mirko Bondioli lavora nel ristorante di famiglia “Il Caminetto da Papy” di Viano, specializzato in funghi e tartufi. Un’attività che ha 37 anni di vita e con il tempo ha saputo rinnovarsi, ad esempio lavorando molto sulla carta dei vini. «Fino al 23 marzo siamo rimasti aperti per la consegna dei pasti a domicilio ma poi abbiamo smesso perché erano troppo pochi. Il nostro ristorante a pranzo è frequentato da chi lavora perché siamo a fianco della grande azienda Elettric 80, che però ora funziona a ritmi molto ridotti. Dunque per questa parte di clientela dovremo attendere la ripresa delle attività economiche».

Per i clienti che escono a cena alla sera, le prospettive sono più incerte. «Non so come reagirà la gente - prosegue Bondioli -. Ci sarà chi non vedrà l’ora di andare fuori a mangiare e chi invece avrà paura per un po’ di tempo. Di certo dovremo ridurre la capienza, aumentare le distanze e utilizzeremo d’estate anche la nostra terrazza all’aperto. Purtroppo i costi fissi non sono destinati a diminuire mentre gli incassi saranno dimezzati: dunque le preoccupazioni per il futuro sono tante».

Tante attività si sono attrezzate per le consegne a domicilio o negli uffici. A Reggio, ad esempio, “Il Caffè della Borsa” dell’isolato San Rocco, propone da ieri panini, qualche piatto freddo e caldo e insalate, che vengono consegnate a domicilio senza costi aggiuntivi. Sui social ci si imbatte facilmente in proposte come queste. Baristi e ristoratori provano in ogni modo a offrire un servizio, prima di tutto per mantenere vivo un legame con la clientela che spesso è il frutto di anni di frequentazioni.

Se la ristorazione, i parrucchieri e gli estetisti (come raccontiamo a lato) sono gli ambitri sui quali sembrano gravare le incognite maggiori, l’incertezza è comunque il tratto che accomuna tutti. «Questa crisi sarà sensibilmente peggiore di quella del 2009-2011 - commenta Roger Ganassi, direttore di Confersercenti -. Sono due i temi principali, quello finanziario e quello economico. Nel breve ci saranno problemi di liquidità dovuti alla chiusura forzata. Poi si dovrà fare i conti con i mancati ricavi. Molto dipenderà anche da come verranno concretamente applicati gli aiuti che sono stati annunciati. Per quanto riguarda il mondo della ristorazione, gli imprenditori stanno reagendo con le consegne a domicilio. Ma si tratta di una risposta emergenziale».

In alcuni comuni del Reggiano, ad esempio Guastalla, gli enti locali contribuiscono a pubblicizzare sui loro canali ufficiali l’elenco delle attività commerciali che fanno consegne a domicilio in paese. Un’indicazione molto gradita dai cittadini. —

J.D.P.

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