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Quattro castella 

Per la morte di Seye nominato un legale dalla famiglia che vive in Senegal

M.F.
Per la morte di Seye nominato un legale dalla famiglia che vive in Senegal

L’operaio di 52 anni addetto alla raccolta degli sfalci venerdì è stato investito con il furgoncino da un collega

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I famigliari di Bouna Seye, l’operatore di 52 anni addetto alla raccolta degli sfalci morto venerdì scorso in via Matilde di Canossa investito da un collega, vogliono togliersi ogni dubbio sulla dinamica dell’infortunio costato la vita al loro congiunto e hanno chiesto di essere assistiti da un legale.

A questo scopo, e con l’aiuto dell’associazione Comunità senegalese di Reggio Emilia che fin da subito si è resa disponibile ad aiutare la famiglia dell’uomo, è stato affidato l’incarico all’avvocato del foro reggiano Maurizio Colotto.

«La famiglia di Bouna – fa sapere il legale – ha piena fiducia nello svolgimento delle indagini da parte delle autorità competenti, non trascurando di assumere le iniziative di tutela che fossero utili all’accertamento delle responsabilità, nel tragico investimento mortale sul lavoro. La moglie vive in Senegal ed è sconvolta».

Intanto restano ferme le pratiche per il rimpatrio in Senegal della salma. L’uomo viveva in Italia ormai dal 2001, ma la moglie e i figli, di cui uno ancora in tenerissima età, sono rimasti a vivere in Senegal dove li ha raggiunti la terribile notizia.

È proprio da loro che è arrivato l’input all’associazione di connazioniali a Reggio Emilia, presieduta da Babacar Niang, a non lasciare ombre di dubbi su quanto accaduto venerdì scorso.

L’incidente si è verificato poco prima delle 12.45. Un dramma nel dramma, perché a investire Seye con il furgoncino adibito alla raccolta degli sfalci è stato non solo un collega, ma anche un amico del 52enne, un connazionale poco più giovane di lui che lo aveva presentato e fatto assumere dalla ditta, la Mendicino Antonio, socia di Transcoop, per conto della quale venerdì i due stavano appunto compiendo la raccolta dei sacchi in via Matilde di Canossa.

Ancora da chiarire – e sarà compito dei funzionari Ausl della Prevenzione e sicurezza sugli ambienti di lavoro intervenuti nell’immediatezza insieme anche ai carabinieri – la dinamica dell’accaduto. Sulla quale ora vogliono avere riscontri anche i famigliari.

Seye potrebbe essere stato vittima prima di una caduta e poi dell’investimento. Da ricostruire se si trovasse sulla pedana posteriore oppure di fianco al mezzo.

Ma ancora più importante, per stabilire i gradi di responsabilità, sarà verificare la presenza e il funzionamento dei dispositivi di sicurezza di cui il furgoncino avrebbe dovuto essere dotato (come i dispositivi sonori per le manovre e i limitatori di velocità in caso di retromarcia). Per queste ed altre verifiche di tipo amministrativo ci vorranno alcuni giorni. Nel frattempo la famiglia spera di potere riavere presto la salma e procedere al rito funebre. —

M.F.

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