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la giustizia al tempo del covid-19 

Più udienze penali in videoconferenza Da oggi si parte con le direttissime

Tiziano Soresina
Più udienze penali in videoconferenza Da oggi si parte con le direttissime

Oltre al carcere, collegati questura e comando carabinieri Possibilità per il difensore d’interagire dal proprio studio

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Tiziano Soresina

REGGIO EMILIA

L’emergenza legata alla pandemia da Coronavirus non dà tregua: ma da oggi – nel nostro palazzo di giustizia – c’è uno strumento in più per affrontarla efficacemente e celebrare una certa tipologia di udienze penali in sicurezza per tutte le parti coinvolte.

L’appiglio è alla nuova tecnologia – come raccomandato da apposito decreto governativo e orientamento del Consiglio superiore della magistratura – che si sostanzia in un programma per collegamenti da remoto, riservato in via esclusiva al ministero della Giustizia.

Su queste basi è stato redatto un protocollo di intesa, firmato da chi materialmente è coinvolto in questa nuova sfida tecnico-giudiziaria: Cristina Beretti (presidente del Tribunale), Marco Mescolini (capo della Procura), Celestina Tinelli (presidente dell’Ordine degli avvocati) e Angelo Russo (presidente della Camera Penale).

Si procede in videochiamata per situazioni penalistiche ben definite: gli interrogatori di garanzia, le udienze di convalida dell’arresto e del fermo d’indiziato di reato davanti al gip, le direttissime in prima battuta e anche se proseguiranno in data diversa perchè viene chiesto un termine a difesa ed è applicata una misura cautelare, infine le udienze in cui sono coinvolti detenuti. Relativamente ai primi due casi (interrogatori di garanzia e convalide) udienze se ne sono già tenute in tribunale con questa metodologia all’avanguardia, ma ora le possibilità d’applicazione sono ben più ampie. «Come avvocati penalistici abbiamo tenuto che venisse sottolineata nel protocollo – spiega l’avvocato Russo (Camera Penale) – l’assoluta eccezionalità e la temporaneità delle misure adottate, ritenute accettabili dagli avvocati esclusivamente in ragione del rischio sanitario in corso. Si è inoltre voluto esplicitamente affermare che l’aspetto tecnico della piattaforma informatica utilizzata per la celebrazione del processo a distanza non deve comprimere i diritti dell’indagato o imputato e nemmeno del difensore. Ci preme anche sottolineare – prosegue Russo – la facoltà attribuita al difensore di scegliere se partecipare alle udienze mediante collegamento dal proprio studio, oppure presenziando nell’aula assieme al giudice o dal luogo di collegamento del proprio assistito. Si tratta di possibilità di scelta che abbiamo ritenuto venisse consentita al difensore allo scopo di tutelarne la tranquillità nel suo intervento e, in definitiva, la salute. Al tempo stesso, se il difensore dovesse optare per la forma di partecipazione a distanza, gli sarà consentito di avere un contatto telefonico diretto e riservato con l’assistito – conclude – nelle stesse forme attualmente utilizzate nei casi di processo in videoconferenza con presenza del difensore in aula». A seconda delle situazioni chi è accusato di un reato potrà essere collegato via web dal carcere o dalla cella di sicurezza appositamente attrezzata (in questura o al comando provinciale dei carabinieri) con l’udienza tenuta dal giudice (alla presenza del sostituto procuratore) e con il suo difensore (quest’ultimo può scegliere se rimanere in studio, andare in aula o affiancare il suo assistito nel luogo in cui si trova). È poi compito della Procura – nelle convalide e direttissime – trasmettere via mail al difensore copia degli atti d’indagine e l’avvocato avrà un’ora di tempo, prima dell’udienza, per consultare la documentazione e parlare con il proprio assistito (tramite il telefono e relativa linea riservata qualora il legale sia collegato dallo studio). Se necessario presenzierà anche un interprete, accanto all’arrestato oppure in udienza ma con la possibilità di comunicare con l’arrestato stesso e con le altre parti processuali. L’uso del mezzo tecnologico non deroga dall’obbligo di indossare la toga da parte di giudice, pm e avvocato. Inoltre nel corso dell’udienza si potrà – come avviene normalmente – effettuare lo scambio di atti, produrre documenti ed avanzare istanze mediante la chat legata alla videoconferenza, oppure attraverso la posta elettronica della cancelleria.

Al momento è difficile immaginare fino a quando dureranno queste disposizioni sulle udienze in videoconferenza. Gli altri processi sono bloccati sino all’11 maggio come da decreto anti-Covid e ancora più complicato sarà trovare un metodo per affrontare le affollate udienze penali ordinarie. A meno che la tecnologia... —

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