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Quasi quattromila malati ma per la prima volta più guariti che deceduti

L.G.
Quasi quattromila malati ma per la prima volta più guariti che deceduti

Sono in totale 400 i reggiani che hanno sconfitto il virus a fronte di 391 vittime Ancora nessun nuovo ricoverato in terapia intensiva, 60 i casi nelle ultime 24 ore

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reggio emilia

È un sorpasso importante, un segnale che in molti aspettavano e che indica come, lentamente, si stia uscendo dalla fase acuta dell’emergenza. Per la prima volta il numero dei reggiani che hanno sconfitto il Coronavirus è superiore, complessivamente, alle persone decedute in provincia dall’inizio dell’epidemia: 400 pazienti guariti clinicamente, ovvero che non presentano più sintomi, contro 391 deceduti.

i dati a reggio

Nonostante questo, i numeri nel nostro territorio sono ancora in crescita e in misura maggiore rispetto a lunedì di Pasquetta. Fra le 12 di ieri e le 12 del giorno precedente, infatti, il personale sanitario dell’Ausl ha registrato un incremento di 60 malati in più positivi al Covid, 3.963 totali.

Unica nota positiva è che prosegue il trend che vede intoccate da giorni le terapie intensive, stabili con 73 ricoverati totali. Dei nuovi pazienti, infatti, 48 sono in isolamento domiciliare con sintomi lievi o nulli (2.804 totali) mentre 12 sono stati ricoverati in reparti Covid (1.068 nel complesso). Per quanto riguarda le ultime vittime, invece, si tratta di sei uomini e cinque donne fra i 70 e i 90 anni, fra i quali quattro residenti a Reggio Emilia, uno a Castelnovo Monti, uno a Correggio, uno a Gattatico, uno a Luzzara, uno a San Martino e due persone che abitavano in altre province.

i dati in regione

Sono invece 20.752 i casi di positività al Coronavirus in tutta l’Emilia-Romagna, 312 in più rispetto a lunedì, mentre hanno raggiunto quota 101.896 i test effettuati, quasi 3.000 (esattamente 2.849) in più.

Fra tutti i malati emiliano-romagnoli, 9.016 sono le persone sono in isolamento a casa (70 in più) e 328 i pazienti in terapia intensiva, 3 in meno di ieri. Un ottimo trend in discesa che si conferma assieme a quello sui ricoverati negli altri reparti Covid, calati anch’essi fortunatamente con 17 dimissioni e posti letto liberati in 24 ore.

Purtroppo registra invece un forte incremento il numero delle vittime, quasi il doppio rispetto a Pasquetta: 90 i nuovi decessi, 50 uomini e 40 donne. Un numero che porta a 2.705 il totale delle persone uccise dal Covid in Emilia-Romagna.

Le novanta nuove vittime, oltre agli 11 deceduti nella nostra provincia, erano residenti a 9 a Piacenza, 20 a Parma, 10 in quella di Modena, 17 a Bologna, (di cui 1 nell’imolese), 7 a Ferrara, 2 a Ravenna, 9 nella provincia di Forlì-Cesena (8 nel forlivese e 1 nel cesenate), e 4 a Rimini. Tre persone decedute, infine, erano residenti fuori regione.

Tornando invece ai casi di positività sull’intero territorio regionale, riguardano 3.167 residenti a Piacenza (29 in più rispetto), 2.582 a Parma (9 in più), 3.180 a Modena (48 in più), 2.975 a Bologna (28 in più), 345 a Imola (nessun caso positivo in più rispetto a ieri) e 635 a Ferrara (17 in più). In Romagna sono complessivamente 3.921 (122 in più), di cui 880 a Ravenna (53 in più), 724 a Forlì (33 in più), 577 a Cesena (23 in più), 1.740 a Rimini (13 in più). Continuano, così come accade a Reggio Emilia, a salire anche le guarigioni che nelle ultime 24 ore hanno raggiunto quota 4.269 (262 in più), delle quali 2.028 riguardano persone “clinicamente guarite”, divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione e 2.241 quelle dichiarate guarite a tutti gli effetti perché risultate negative in due test consecutivi.

mascherine e volontari

Continuano intanto ad arrivare le forniture dei dispositivi di protezione e di materiale medico. A Pasquetta dal Dipartimento nazionale di protezione civile sono arrivate 410.000 mascherine chirurgiche, 80mila mascherine ffp2, 100 occhiali protettivi, 120 camici chirurgici, 300 tute e 200 visiere di protezione.

Tanti anche i volontari al lavoro nonostante fosse il lunedì dell’Angelo: 558 in totale quelli di Protezione civile, superando le 21mila giornate complessive di lavoro dall’inizio della crisi sanitaria. —

L.G.

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