Gazzetta di Reggio

Reggio

Stretta dei carabinieri su seconde case e località di villeggiatura

AM.P.

Sono 136 le persone multate per essere uscite senza un valido motivo In montagna in azione l’elicottero e i forestali a monitorare le zone più impervie

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REGGIO EMILIA.

Una stretta sui pendolari del fine settimana e sulle seconde case, che per fortuna non ha dato adito a sanzioni amministrative: i reggiani hanno compreso la situazione e si sono ben guardati dagli spostamenti ingiustificati. È quanto emerso dal capillare controllo dei territorio allestito dal Comando provinciale carabinieri di Reggio Emilia per il ponte pasquale, in linea con quanto deciso dal Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica presieduto dal prefetto Maria Grazia Forte. I carabinieri hanno organizzato massicci posti di blocco a tappeto, coinvolgendo tutte le caserme e gli uomini a disposizione.

Su 1.051 persone al volante fermate, 136 sono uscite senza un valido motivo e sono state colpite dalla sanzione amministrativa di 400 euro (ridotta del 30% se si paga entro cinque giorni). Alcune giustificazioni sono parse singolari: fra queste, un uomo che faceva jogging e un papà che andava a comparare le figurine Panini per il figlio. In generale però i trasgressori sono stati una minoranza.

In provincia i carabinieri – che hanno messo in campo 180 gazzelle per un totale di 400 militari in servizio tra domenica e lunedì – si sono concentrati, oltre che sulle zone di confine con altre province (via Emilia verso Modena e verso Parma, ma anche verso il mantovano), nei luoghi di solito meta della classica gita fuori porta: Appennino e Bassa, ovvero le mete predilette dai reggiani, che avrebbero potuto essere tentati di recarsi nelle località loro care, disavvenendo in questo modo quanto previsto nelle normative anti-Covid.

Anche per questo motivo la montagna reggiana è stata particolarmente monitorata e sorvolata dall’elicottero dell’Arma di Forlì, al quale nelle zone più impervie si è aggiunto anche un monitoraggio a opera dei carabinieri forestali.

Sono stati inoltre eseguiti anche posti di blocco sulle principali arterie stradali come la Statale 63, sia sul versante reggiano sia su quello toscano, nonché lungo la Provinciale 486 che conduce verso la provincia di Modena.

Nel mirino dei controlli sono finite in particolar modo le seconde case: si è trattato di verifiche abitazione per abitazione eseguite dai singoli marescialli che, essendo a conoscenza di quali siano i residenti del Comune di competenza durante tutto l’anno e quali i vacanzieri sporadici, hanno prestato attenzione agli scuri aperti e ad altri segnali di “nuovi arrivati”.

Tuttavia non è stata registrata alcuna infrazione da parte dei proprietari di seconde case, evidentemente dissuasi dal recarsi nelle località del cuore in un frangente così critico. Anzi borghi solitamente presi d’assalto e che registravano il pienone per le festività sono rimasti letteralmente vuoti, come ad esempio Civago, il Cerreto, Marola. Più che le persone, in queste località, sono stati gli animali a farla da padrone, molti dei quali immortalati con foto e video dagli esterrefatti abitanti mentre, in solitaria, transitavano in mezzo alle mura. Per quanto riguarda infine i principali corsi d’acqua della provincia, controlli mirati dei carabinieri sono stati fatti lungo il letto del Po e dell’Enza, altri luoghi di ritrovo tradizionali per la scampagnata dietro l’angolo; aeree naturali che però si sono confermate tranquille. —

AM.P.

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