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Tossisce al lavoro senza coprirsi la bocca La Cgil contesta il licenziamento in Pregel

Tossisce al lavoro senza coprirsi la bocca La Cgil contesta il licenziamento in Pregel

Il sindacato: «Grave anche perché è l’unico delegato sindacale». In 13 contro l’azienda tra consiglieri della sinistra e 5 stelle

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REGGIO EMILIA

Grana sindacale in Pregel, l’azienda di Gavasseto che produce preparati per gelati. Tutto parte dal licenziamento di un operaio eletto da poco meno di un anno come primo rappresentante sindacale in 52 anni perché prima nessun altro aveva accettato l’incarico. Sabato scorso l'azienda ha deciso di licenziarlo per motivi inconsistenti, secondo il sindacato, compreso un colpo di tosse. Lo denuncia la Flai-Cgil di Reggio, che riporta quanto accaduto alla vigilia di Pasqua nella storica azienda con 300 dipendenti. «Pretestuose», secondo il sindacato, le motivazioni alla base del licenziamento del rappresentante dei lavoratori, la cui più particolare è «l’aver tossito senza coprirsi la bocca nelle vicinanze di un collega» a cui poco prima aveva chiesto una mascherina senza averla ricevuta, poiché questi non ne aveva.

La Flai precisa che l’operaio non avrebbe comunque potuto coprirsi la bocca con le mani, in quel momento entrambe impegnate a trasportate due secchi di materiale. «Negli anni precedenti inoltre – continua la categoria degli alimentaristi – nessun rimprovero era mai stato mosso al dipendente e anzi gli era stato riconosciuto un passaggio di livello e concessi due aumenti di stipendio». Questo «fino alle due lettere di contestazione che hanno preceduto il licenziamento e che seguono di poco la mail con cui il lavoratore, avendo partecipato come rappresentante sindacale ad una riunione aziendale sulle misure da adottare per il contenimento del coronavirus, aveva chiesto agli interlocutori che nel verbale di quella riunione si desse atto anche delle osservazioni e delle richieste da lui formulate, che nella bozza di verbale erano state omesse».

L’EPISODIO

Per quanto riguarda l’episodio contestato, «nonostante l’operaio abbia fornito all’azienda giustificazioni scritte con dovizia di particolari, Pregel le ha prevedibilmente ignorate», fa sapere la Flai-Cgil. «Prevedibilmente perché il fatto che un’azienda di quasi 300 dipendenti abbia operato per tanti anni senza rappresentanza sindacale aziendale ci porta a pensare che essa veda la presenza sindacale in azienda come ingerenza piuttosto che come strumento di possibile collaborazione».

L’azienda però, secondo il sindacato, «ha commesso un gravissimo errore», licenziando un dipendente «che sino a ieri aveva premiato con aumenti di stipendio e passaggi di livello, e lo ha fatto solo perché questi ha accettato di essere il rappresentante sindacale degli altri lavoratori». I «principi di responsabilità sociale dell'imprenditore, oggi più che mai attuali, dovrebbero imporre a Pregel di ripensare la propria iniziativa e decidere di revocare il licenziamento – aggiunge quindi l’organizzazione sindacale – La invitiamo a farlo perché diversamente saremo costretti a prendere atto che la società antepone la ricerca del profitto alla tutela della salute e non ci rimarrà che comportarci di conseguenza».

LA POLITICA

Anche la politica locale è intervenuta con un gruppo di 10 consiglieri comunali di maggioranza a Reggio – Dario De Lucia, Fabiana Montanari, Christian Vergalli, Cinzia Ruozzi, Davide Corradi, Marwa Mahmoud e Matteo Braghiroli per il Pd insieme a Paolo Burani (Immagina Reggio), Giacomo Benassi (Più Europa) e Palmina Perri (Reggio È) – che hanno definito il licenziamento «scioccante». «Pensiamo che nessun lavoratore con la propria famiglia debba scoprire una notizia simile il sabato di Pasqua soprattutto per il momento storico che stiamo vivendo al tempo della pandemia del coronavirus e anche perché questo lavoratore con il suo stipendio mantiene tutta la famiglia. Invitiamo la storica azienda reggiana a rivedere questa disposizione».

IL M5S

«In un momento di crisi sociale come questa, non è tollerabile inviare lettere di licenziamento il giorno di Pasqua. Tra l’altro viene colpito l’unico rappresentante sindacale dell’azienda Pregel. Come rappresentanti reggiani del Movimento 5 Stelle invitiamo l’azienda a rivedere immediatamente questa scelta» fanno eco anche i consiglieri comunali dei 5 stelle Gianni Bertucci, Paola Soragni e Fabrizio Aguzzoli. —

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