Chiuso il ponte ciclabile del Gattaglio Al via i lavori per una verifica strutturale
Dalle prime sommarie ispezioni lo stato del manufatto sul torrente Crostolo non appare in condizioni ottimali
REGGIO EMILIA
Dallo scorso venerdì i ciclisti e i pedoni abituati ad attraversare il torrente Crostolo sulla passerella del Gattaglio sono obbligati a deviare il percorso sul ponte di viale Magenta o su quello immediatamente a sud del cimitero monumentale. Il ponticello ciclopedonale, infatti, è chiuso fino al prossimo 15 maggio per consentire lavori di verifica strutturale e manutenzione necessari per la “tutela della pubblica e privata incolumità”. Lo ha disposto l’ingegnere David Zilioli, dirigente comunale del Servizio reti, infrastrutture e mobilità, a cui sono affidate la responsabilità tecnica del cantiere e la supervisione sull’impresa esecutrice. Questa provvede anche alla segnaletica e sarà tenuta a ripristinare la sede stradale una volta terminato l’intervento. I cittadini che se ne sentono danneggiati possono ricorrere al Tar entro 60 giorni o al Capo dello Stato entro 120 giorni contro l’ordinanza del Comune che ha dato il via ai lavori.
La passerella non è più quella deperibile struttura di legno che si vede nelle foto del primo Novecento, tuttavia dalle prime sommarie ispezioni visive il suo stato non appare ottimale. Quindi entro i prossimi 15 giorni avranno inizio i controlli strumentali finalizzati a diagnosticarne con precisione il deterioramento, per i quali sono già stanziate nel bilancio 2020 le risorse necessarie. Farà seguito nei prossimi mesi l’eventuale manutenzione.
«Ci preme – riferisce Valeria Montanari, assessore ai Lavori pubblici – garantire la sicurezza dei cittadini che transitano sulla passerella, e abbiamo inserito questo intervento nel piano ponti 2020, previsto in bilancio. In un paese dove il controllo sui ponti spesso non tiene il passo con le reali necessità è importante, per tranquillizzare le persone, svolgere controlli e diagnosi strutturali per avere la certezza che tutto sia in ordine. E nel caso non lo fosse, intervenire tempestivamente».
La passerella è la piccola ma nevralgica stradina del Gattaglio (in dialetto Gatàj), la storica borgata popolare che si differenzia dal resto dell’immediata periferia meridionale, caratterizzata da abitazioni di pregio. Qui la vicinanza del cimitero ha tenuto lontani i ceti agiati, lasciando al proletariato le aree edificabili. Il suo nome, nonostante l’assonanza, ha poco a che fare con le colonie feline che trovavano accoglienza fra le sue case addossate alla riva del Crostolo. Gattaglio viene da “captalium” e ha la radice del verbo latino capio, capis, cepi, captum, capere (catturare) che si ritrova anche in Gattatico (“captaticum”) e Gatta (“capta”), alludendo forse a un luogo conquistato o destinato a prigionieri.
Il Comune di Reggio ne fa coincidere i confini con il cimitero monumentale, il torrente, viale Magenta e viale Timavo, ma la zona tipica è limitata alla via del Gattaglio, dove si trova l’omonimo centro sociale affiliato ad Ancescao, e alle vie Volturno e Venturi su cui s’affaccia il quartiere popolare delle Tagliate costruito nel 1936 e recentemente ristrutturato. —
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