Castelnovo Sotto
Con la Ferrari e un'imbarcazione, ma risultava povero: maxi sequestro da oltre un milione di euro
Nei guai un imprenditore di 72 anni "evasore seriale" da ben 40 anni: deve al fisco almeno 12 milioni di euro. Il provvedimento di carattere preventivo previsto dal codice antimafia
2 MINUTI DI LETTURA
CASTELNOVO SOTTO. Beni mobili e immobili sequestrati dalla Guardia di finanza di Modena per oltre un milione di euro a un evasore seriale di 72 anni, originario di Castelnovo Sotto, ma formalmente residente in Romania e di fatto domiciliato a Sassuolo (Modena).
È il risultato di un’operazione condotta dai finanzieri del comando provinciale di Modena. Si tratta di una misura di prevenzione patrimoniale prevista dal cosiddetto “codice antimafia”, emessa dalla sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Bologna che, accogliendo la richiesta avanzata dal sostituto procuratore Marco Niccolini della procura di Modena, ha disposto il sequestro di beni immobili, mobili, mobili registrati e disponibilità finanziarie (intestati a anche terzi), per un valore che attualmente si attesta a oltre un milione di euro, riconducibili all’imprenditore settantaduenne.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.38725386:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.38725386:1649797635/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Le indagini patrimoniali svolte dai finanzieri della compagnia di Sassuolo hanno evidenziato una reiterata propensione a delinquere dell’uomo, un “grande evasore” dai numerosi procedimenti penali a suo carico. La sua storia criminale inizia verso la fine degli anni ’70 /primi anni ‘80, per poi protrarsi, quasi senza soluzione di continuità, e dopo diverse condanne per bancarotta e altri reati finanziari intervenute negli anni ’90 e 2000, fino all’ennesima condanna per reati tributari nel maggio del 2019.
In particolare, gli accertamenti svolti, da un lato hanno permesso di rilevare come il 72enne, nel corso degli anni si sia reso responsabile di diverse condotte penalmente rilevanti in tema di reati fallimentari e schemi fraudolenti in danno dell’erario, dall’altro hanno consentito di evidenziare una palese “sproporzione” tra i redditi dichiarati negli anni e la consistenza patrimoniale accumulata e ricostruita, quest’ultima rappresentata, tra l’altro, da beni immobili intestati alla moglie ed al figlio ma riconducibili all’uomo.
Le attività illecite poste in essere in circa quaranta anni, avevano consentito all’imprenditore un tenore di vita ben più elevato rispetto ai propri redditi dichiarati: nel lungo periodo delinquenziale ha acquistato – anche attraverso intestazioni fittizie – una Ferrari e un’imbarcazione da diporto, oltre che diversi immobili e investimenti finanziari ed assicurativi.
Più in dettaglio, le investigazioni patrimoniali svolte, allargate anche al nucleo familiare, hanno consentito di appurare una sproporzione tra redditi dichiarati e patrimonio effettivo per circa 7 milioni di euro, evidenziando, tra l’altro, che in talune annualità il 72enne aveva dichiarato redditi al di sotto della soglia di povertà e quindi al limite della sopravvivenza; parallelamente, le frodi in danno dell’erario commesse negli anni gli hanno fatto “collezionare” un debito per oltre 12 milioni di euro, mai saldato.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
