I boscaioli tornano al lavoro dopo lo stop per la pandemia
Dovranno indossare la mascherina e adottare il distanziamento sociale Via libera anche agli addetti alle attività di manutenzione di pubblica utilità
CASTELNOVO MONTI
I boscaioli della montagna si rimettono all’opera. Dopo l’ultimo decreto governativo del 10 aprile, diverse procedure forestali e legate alla silvicoltura sono ripartite, perché inserite fra le attività produttive considerate essenziali. Il discorso è valido per i professionisti che avevano dovuto fermarsi dal 22 marzo. Ovviamente, gli operatori dovranno procedere seguendo i protocolli di sicurezza del caso, con distanziamento sociale e protezioni.
In molti casi non è un particolare problema, visti gli spazi larghi nei boschi dove si dovrà procedere a tagli, potature e a sistemazioni di canali e vie di sfogo rese poco fruibili dall’ammasso di detriti. In alcune circostanze, però, i lavoratori devono operare l’uno vicino all’altro, e sarà richiesta la massima attenzione.
E vi è anche chi si occupa di manutenzione del verde in spazi meno rurali, dove i contatti sono decisamente più semplici. Il via libera è valido appunto per i professionisti e per gli incaricati di opere di pubblica utilità, come la sistemazione di sentieri e corsi d’acqua.
Per i singoli proprietari di boschi rimangono invece i vincoli pre-esistenti, il taglio per autoconsumo non è ancora consentito perché non ritenuto attività produttiva. L’unica eccezione riguarda chi necessiti di legna per le esigenze primarie (il riscaldamento di casa) a patto che la raccolta del materiale avvenga in prossimità della propria residenza, nel proprio Comune di residenza e senza l’utilizzo di attrezzi di grandi dimensioni.
Sono ancora attivi i vincoli sul bruciamento controllato dei detriti verdi, sempre per i privati. Le imprese professionali potranno invece procedere con questa forma di smaltimento, usando però tutte le indicazioni del caso, ancora più fondamentali in giornate di forte vento come queste. I recenti incendi generati da manovre finite fuori controllo, anche a causa delle folate, sono un memorandum chiaro.
La ripresa, seppur parziali, porterà a una serie di attività di controllo da parte dei carabinieri forestali e dei vigili del fuoco. Chi sorride per la ripartenza è la Coldiretti Reggio Emilia, che aveva avanzato richiesta in questo senso e che fa notare come il provvedimento consentirà a diverse decine di imprese agricole la manutenzione del verde e ad almeno una cinquantina di boscaioli di rimettersi all’opera. Il tema non è solo professionale, ma pure di tutela del territorio: «Sono due ripartenza molto attese e di primaria importanza, necessarie anche per scongiurare i gravi pericoli determinati dalla caduta di alberi e rami favorita dall’incuria e dal moltiplicarsi di eventi climatici estremi», sottolineano dalla Coldiretti. Anche perché i rischi ci sono, in un «2020 segnato fino a ora da caldo e siccità che hanno creato condizioni ambientali particolarmente favorevoli allo scoppio degli incendi e alla diffusione degli insetti». —
Adriano Arati
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