L’universo Caritas in prima linea nella distribuzione di beni alimentari
A Reggio 45 le realtà parrocchiali impegnate nel servizio Aumenti fino al 30% della rete di persone assistite
REGGIO EMILIA
Quarantacinque realtà territoriali impegnate, con un aumento fino al 30% delle persone assistite. Quando si parla di Caritas, lo si fa spesso pensando a un tutt’uno, a una organizzazione gerarchica diffusa sul territorio e che agisce in modo univoco. Ma il “mondo Caritas” è in realtà molto variegato. Non ci sono infatti soltanto le attività della Caritas diocesana, un’organizzazione che ha strutture e operatori stipendiati, oltre che centinaia di volontari, che permettono di portare avanti tanti servizi, tra i quali la mensa, strutture di accoglienza, dormitorio, ambulatorio e altri progetti. L’universo della Caritas reggiana è infatti arricchito anche grazie alle attività che portano avanti le realtà nelle parrocchie e nelle Unità pastorali del territorio diocesano.
IL COORDINAMENTO
Fin dai primi momenti in cui si sono avvertiti gli effetti del Covid-19, la Caritas diocesana ha rafforzato il suo ruolo di coordinamento e accompagnamento delle realtà territoriali, alle prese con una situazione che in pochi giorni ha messo a dura prova gli interventi e i servizi messi in campo dalle singole parrocchie nel tempo ordinario.
La duplice funzione ha puntato da un lato ad aiutare a leggere le nuove esigenze, e di conseguenza anche interpretare le norme emanate a livello nazionale a cui attenersi, dall’altro a interagire nel reperimento di generi alimentari, svolgendo una funzione di raccordo sul territorio, in collaborazione con il Banco Alimentare.
ATTIVITà NON ORDINARIA
Da un certo punto di vista, l’emergenza Covid ha scombussolato le logiche ordinarie di intervento, spingendo ogni territorio a interrogarsi sul ruolo e sui metodi per continuare nel servizio delle persone più in difficoltà, famiglie messe ancora più alla prova dalla situazione.
LA FASE DUE
Dopo un primo momento in cui si è cercato di limitare e diminuire i servizi di intervento per evitare contatti, in attesa di comprendere le nuove disposizioni e dato il perdurare della situazione, si è passati adesso a quella che potremmo definire quella che può essere chiamata la “Fase 2” dell’intervento, in cui tutte le realtà territoriali (45 in tutta la diocesi nei diversi vicariati) hanno ripreso a distribuire generi alimentari. La maggior parte di esse ha, inoltre, aumentato la capienza del servizio, relazionandosi con i servizi sociali territoriali di competenza (con un aumento rispetto al dato ordinario anche del 30% di persone assistite).
VOLONTARI
Una risposta pronta e in sicurezza, nonostante i limiti imposti dalle normative anche sull’impiego di volontari sotto i 65 anni, è stata possibile grazie alle numerose disponibilità di singoli cittadini e associazioni giovanili che la Caritas diocesana ha raccolto: un intervento che ha permesso che la quasi totalità dei servizi di distribuzione alimentare siano avvenuti in sicurezza a domicilio, senza alcun contatto fisico, evitando inoltre la possibilità di creare assembramenti nei luoghi di distribuzione usuali.
ANCHE I GIOVANI
Secondo la Caritas, uno degli effetti “positivi” di questa emergenza è sicuramente il coinvolgimento di persone che in precedenza non si erano mai rese disponibili, alcuni per impegni lavorativi, altri perché non intercettati dalla richiesta di coinvolgimento della Caritas del territorio. Soprattutto la risposta dei giovani, impegnati su quasi tutti i centri di distribuzione, ha aperto a nuovi scenari.
RISORSE E AUTOFINANZIAMENTO
Sul versante del reperimento delle risorse per la distribuzione alimentare, visto anche l’aumento delle persone e famiglie in carico, le parrocchie hanno messo in piedi diversi strumenti di autofinanziamento e di raccolta di generi alimentari. Il territorio anche in questo ha dato dimostrazione di generosità e numerose aziende hanno riposto ai singoli appelli. In questo periodo la funzione della Caritas diocesana è stata quella di coordinare queste donazioni e, laddove vi fossero delle eccedenze o delle necessità particolari, svolgere un ruolo di coordinamento che anche oggi prosegue, integrando i rifornimenti con quanto messo a disposizione dal Banco Alimentare.
IL BANCO
Considerato prezioso, inoltre, è il servizio svolto di ritiro dei generi alimentari presso il Banco stesso, che ha permesso in queste due settimane di rifornire dei generi stessi una decina di centri parrocchiali che al momento si trovavano in difficoltà nel reperimento e trasporto dei beni stessi dal magazzino di Fontevivo (Parma). —
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