Gazzetta di Reggio

Reggio

Ora sono 3.998 i contagiati reggiani ma solo l’1,8% è in terapia intensiva

Leonardo Grilli

Registrati altri 17 decessi attribuiti al Coronavirus, 7 dei quali riguardano persone che si trovavano in strutture per anziani

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reggio emilia

La cauta ma sempre più forte speranza di un graduale ritorno a una pseudo normalità e la sofferenza per le vittime che continuano a salire. Si oscilla così, fra auspici e dolore, ormai da giorni: è una delle caratteristiche di un’epidemia che nel migliore dei casi costringe ad assistere impotenti alla finestra. Questo vale per tutta Italia, per tutto il mondo, e anche per la nostra provincia che ora sta affrontando due grandi dicotomie: crescono i decessi ma le guarigioni sono ormai di più, le terapie intensive ospitano una minoranza esigua dei positivi ma non si arresta l’emorragia di contagiati.



Ieri erano ormai 4mila, per la precisione 3.998, i pazienti reggiani positivi al Coronavirus: 35 in più rispetto a martedì, una crescita minore ma non ancora indicativa di un rallentamento stabile del contagio sul territorio. Dei nuovi pazienti, 26 sono in isolamento domiciliare (2.830 in totale) e solo nove sono stati ricoverati nei reparti Covid (1.077 i ricoveri totali dall’inizio dell’epidemia). Ancora fermo a 73 il numero dei malati accolti nelle terapie intensive reggiane, l’1,8% degli infetti totali in provincia.

Ciò che sale, inesorabile, è invece la conta dei decessi arrivati ieri a 408 (di cui 397 reggiani): 17 vittime in più rispetto al giorno precedente. Di queste morti, nove sono avvenute in ospedale e una in una struttura accreditata, fra le 12 di martedì e le 12 di ieri. Sette sono invece i decessi avvenuti in strutture per anziani nella settimana precedente e attribuiti al Covid soltanto ieri. Si tratta delle vittime che rientrano nel “flusso Istat”, ovvero in quelle denunce di morte che vengono trasmesse ai Comuni di residenza, i quali a loro volta le inviano per tutte le verifiche del caso al Dipartimento di sanità pubblica. Solo alla fine di tutto questo processo i decessi vengono comunicati all’Istat e rientrano nelle statistiche ufficiali, motivo per il quale sono resi pubblici con così tanto ritardo.

In ogni caso, al di là del periodo della morte, sempre di vittime reggiane uccise dal Covid si tratta: erano sei uomini e undici donne con un’età media di 80 anni e residenti nei Comuni di Campegine (2), Castellarano, Castelnovo Monti (3), Correggio, Reggio Emilia (6), Rio Saliceto, San Polo d’Enza, Scandiano e Ventasso. Oltre ai decessi, crescono fortunatamente anche le guarigioni che raggiungono quota 413.



In Emilia-Romagna, invece, sono 21.029 i casi di positività al Coronavirus, 277 in più rispetto a martedì su un totale di 4.253 test effettuati.

Per la prima volta, però, salgono di più le guarigioni: se ne sono infatti registrate 395 di nuove.

Complessivamente sono 8.966 le persone in isolamento a casa (50 in meno) e 325 i pazienti in terapia intensiva (tre in meno). Diminuiscono anche quelli ricoverati negli altri reparti Covid, ben 85 in meno rispetto al giorno precedente. Le persone complessivamente guarite salgono a 4.664 ma si registrano 83 nuovi decessi, 41 uomini e 42 donne, arrivati complessivamente in Emilia-Romagna a 2.788.



La diretta con la quale il commissario regionale Sergio Venturi ha aggiornato gli emiliano-romagnoli, ieri pomeriggio, ha presentato però una novità: dei grafici, elaborati dal Servizio regionale prevenzione e sanità pubblica, che analizzano l’andamento generale e le caratteristiche dell’epidemia.

Si scopre, così, che degli oltre 21mila contagiati 123 hanno fra gli 0 e i 9 anni e 263 fra i 10 e i 19. Anche se, ha detto Venturi, «nessuno di loro ha avuto sintomi». Molti di più invece gli infetti nella fascia di età fra i 50 e i 59 anni che: con 3.745 casi, è la più colpita. Ben diversa, invece, la drammatica classifica dei decessi. A primeggiare, con 1.113 morti su 2.788, è il gruppo che comprende le persone fra gli 80 e gli 89 anni. Registrati anche 23 deceduti fra i 20 e i 49 anni ma, ha spiegato ancora il commissario, «erano tutti con patologie pregresse». Positivo invece l’andamento della malattia che, dopo la settimana nera fra il 22 e il 27 marzo, sta segnando una decrescita progressiva.



A fine messaggio Venturi ha infine preannunciato una decisione che sarà presa dalla Giunta regionale probabilmente già oggi: lo stop alla vendita ai privati dei test sierologici per individuare il Coronavirus. Il progetto è quello di permettere la vendita solo di pochi “modelli” affidabili e solo alla Regione, che si farebbe quindi da garante. —



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