Reggio Emilia, addio a un personaggio amatissimo: è morto Gianni Manicardi, il re dei macellai
Aveva lavorato per decenni in centro e poi a Massenzatico. Tifoso storico della Reggiana, era malato da tempo
REGGIO EMILIA. Era una delle persone più conosciute tra Reggio e Massenzatico, una vera e propria istituzione che grazie alla sua attività professionale e alla sua passione – rispettivamente il mestiere di macellaio e il tifo per la Reggiana calcio – era arrivato a farsi voler bene da tutti, per la sua disponibilità e il suo carattere aperto. Gianni Manicardi è morto ieri a 71 anni, a seguito di problemi di salute che lo avevano visto ricoverato in ospedale negli ultimi tre mesi.
Dopo tre interventi avvenuti tra il Policlinico di Modena e Baggiovara, Manicardi era stato trasferito al Santa Maria Nuova di Reggio Emilia e da qualche giorno si trovava a Villa Verde per la riabilitazione post operatoria, ma una crisi improvvisa lo ha stroncato, lasciando nel dolore la moglie Ave, le figlie Stefania e Barbara e la nipote Angelica.
Come detto, Manicardi era “il macellaio” per antonomasia: ha svolto l’attività per circa 40 anni, prima in via Calderini poi in via Giorgione, e a seguire si era anche dato alla ristorazione, prima con il “Jolly” a Mancasale e poi con “La Cirenaica” (senza dimenticare le collaborazioni con la macelleria Ferretti e con “La rotonda dei golosi” a Gavassa) arrivando così alla meritata pensione.
A Massenzatico il nome di Manicardi veniva collegato direttamente alle grigliate: in quest’arte era un vero e proprio maestro, e non vi era evento, nella frazione, che non lo vedesse impegnato in prima linea con la carne sul fuoco. Dotato di grande generosità, non era capace di dire “no” quando si trattava di impegnarsi per organizzare un evento e ha sempre cercato di aiutare le realtà sportive del paese, dal calcio alla pallavolo del suo grande amico Roberto Incerti.
Manicardi era un vero e proprio cuore granata: seguiva la Reggiana come abbonato da oltre 40 anni, dal Mirabello al Città del Tricolore, compresa questa stagione. I suoi “anni d’oro” sono stati quelli della Reggiana di Marchioro, in cui Manicardi rappresentava un punto di riferimento per i giocatori, che amavano recarsi nel suo negozio non solo per farsi consigliare la carne migliore ma anche per trascorrere piacevoli momenti di compagnia. Tante volte, a inizio stagione, aveva messo in palio un prosciutto per il primo marcatore granata dell’anno e numerose sono le foto che lo ritraggono con i giocatori più famosi.
Proprio a testimoniare quanto fosse forte il suo legame con la Regia, anche le vecchie glorie granata si uniscono al dolore della famiglia per la morte di Gianni. «Tutti quelli che hanno giocato nella Reggiana – ricorda Stefano Guerra – lo conoscevano. Era una persona squisita, un punto di riferimento per noi calciatori, come macellaio, ristoratore e, soprattutto, come tifoso. Con lui, insieme a Facciolo, Dominissini, lo stesso Andrea Silenzi, abbiamo passato serate indimenticabili. Fa male sapere che se n’è andato così, in un periodo tanto particolare, durante il quale non si può nemmeno andare a porgergli un saluto e partecipare al funerale».
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