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«Siamo davvero arrabbiati la soluzione non è fare debiti»

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REGGIO EMILIA

«Siamo davvero arrabbiati e delusi per tutto quanto stiamo leggendo in merito agli interventi a sostegno della nostra categoria». I negozi di abbigliamento sono certamente tra le imprese che più di tutte le altre stanno soffrendo in questa tempesta sanitaria ed economica, mettendo a rischio il reddito di migliaia di famiglie. Confcommercio chiede infatti che vengano adottate misure che possano realmente aiutare queste imprese a proseguire l'attività. E lo fa per bocca di Giovanni Pergreffi, presidente della Federazione Moda Italia Reggio Emilia, la federazione dei negozi di abbigliamento, moda, calzature, accessori, pelletteria, articoli sportivi di Confcommercio. «Credetemi – si foga Pergreffi - così proprio non va. Prima di ogni cosa, ovviamente, viene la salute e ogni attenzione per far terminare il più velocemente possibile questa pandemia. Certamente, però, gli interventi messi in campo finora dal Governo non aiutano minimamente la categoria che rappresento». A rischio ci sono infatti 30mila persone con un effetto domino su tutta la filiera. «Ci aspettiamo infatti un possibile calo del 70% del fatturato. Stante questi numeri la risposta non può essere “fate altri debiti”. Anche perché questi debiti poi dovranno essere ripagati e mi domando come faremo, visto che, anche con tutto il nostro impegno, temo ci vorrà tempo prima che le persone si riabituino a entrare nei nostri negozi. Dovevamo entrare anche noi nel piano salva Italia. Occorrono altri strumenti che il Governo e le parti sociali insieme devono trovare. Non è possibile pensare sempre che ad essere salvato debba essere il grande gruppo: si deve fare di tutto per salvare tutte le imprese, anche le nostre. Poi – prosegue Pergreffi- vorrò proprio vedere se la garanzia, che si asserisce verrà prestata a tutti, sarà davvero concessa anche a quell’imprenditore che già faticava a stare al passo con le rate dei debiti contratti per riuscire a pagare tasse, imposte o altre spese o l'investimento nel suo locale. Certamente, una risposta che tutti vorremmo sentire potrebbe essere quella di riaprire tutti e subito i nostri negozi. Purtroppo questo, oltre ad essere ancora un traguardo lontano, come ho detto, potrebbe non equivalere a una certezza di incassi. Senza contare poi che ancora oggi nulla sappiamo sulle misure che dovremo adottare per far accedere ai nostri locali. Ecco perché dico che ora serve liquidità, non altri debiti. È corretto, certamente, quanto afferma Federazione Moda Italia a livello nazionale –aggiunge Pergreffi- quando parla di un “ripensamento” della filiera per adattare i tempi della moda all’attuale livello slow di consumo già a partire dallo spostamento dei tempi di consegna delle collezioni Autunno/Inverno 2020/21 e degli ordini della Primavera/Estate 2021, ma intanto abbiamo in magazzino tutta la nostra merce e la stagione corre». —

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