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castelnovo monti, il ricordo 

«Casali mite e affidabile Contribuì al rilancio della nostra montagna»

«Casali mite e affidabile Contribuì al rilancio della nostra montagna»

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Castelnovo Monti

Sono arrivati molti messaggi di vicinanza alla famiglia di Oliviero Casali, storico esponente della Cna, ex vicesindaco di Castelnovo Monti, nonché militante socialista di lungo corso che si è spento a 92 anni.

Un bel ricordo arriva da Mauro Del Bue, che con Casali ha condiviso diverse battaglie politiche.

«Ogni volta che, per qualsiasi motivo, mi recavo a Castelnovo Monti e dintorni – racconta Del Bue – mi imbattevo sempre in questo anziano compagno, Oliviero Casali, che mi dava istintivamente il senso della moderazione e della affidabilità. Casali era in realtà un esponente della sinistra socialista mentre io ero autonomista da sempre. Lui aveva vissuto anche i momenti peggiori della storia socialista, quelli del frontismo e del filocomunismo che, al contrario di quel che io pensavo, egli tenacemente giustificava. Eppure Oliviero mostrava, anche caratterialmente, due doti fondamentali e piuttosto rare in un partito come il Psi: un attaccamento radicale al partito e anche ai suoi culti, non ultimo dei quali quello del rispetto delle scelte della maggioranza, e dunque un’ostinata antipatia per il frazionismo, e una saggezza che gli derivava probabilmente non solo dalla tante primavere di vita politica, ma anche da un carattere mite e sempre pronto all’accomodamento».

Conclude Mauro Del Bue: «Ricordo le discussioni animate e le promozioni di tante iniziative, con Antonio Ribaldeschi, Ferruccio Silvetti, Paolo Bolognesi, Merli, Padulini, l’avvocato Giovanelli, Borghi, Felici, Torri e Fiori e poi Musi e Gennari, ricordo quel meraviglioso gruppo di socialisti affratellati dal medesimo scopo, quello di rilanciare il territorio montanaro, i tanti progetti sulla statale 63 che poi hanno preso corpo, e quello su Fora di Cavola e i litigi col presidente Bertolini, favorevole a una industrializzazione qualsiasi e gli altri più propensi a esaltare gli aspetti turistici e con insediamenti di piccole industrie e la vocazione ambientale, poi recepita con la costituzione del Parco, del territorio montano. Si finiva spesso a cena al Tre Re o a Cà del Merlo. Un mondo scomparso, ma non dentro di me, fatto di buoni sentimenti e di tante idee». —

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