Gazzetta di Reggio

Reggio

castelnovos otto 

Nella denuncia dei redditi cifre modeste Invece possiede uno yacht e la Ferrari

Ambra Prati
Nella denuncia dei redditi cifre modeste Invece possiede uno yacht e la Ferrari

Maxi sequestro a un 72enne, pari a 1 milione di euro. Secondo la Finanza è un evasore seriale, nel suo passato altri illeciti

3 MINUTI DI LETTURA





Ambra Prati

CASTELNOVO SOTTO

Nella dichiarazione dei redditi indicava cifre pari a quelle che denuncerebbe un operaio, eppure girava in Ferrari e aveva uno yacht. La Guardia di Finanza di Modena ha sequestrato beni mobili, immobili e conti correnti pari a oltre un milione di euro a un 72enne, reggiano nato a Castelnovo Sotto, con una residenza fittizia in Romania, ma di fatto domiciliato a Sassuolo (Modena).

L’evasore seriale con il “pallino” da collezionista è stato colpito da una misura patrimoniale (non personale, l’indagato è libero) che di fatto gli ha bloccato qualsiasi disponibilità finanziaria, sia quelle intestate a lui sia quelle intestate a moglie e figlio. L’operazione, denominata “Trono di stracci”, deve il suo nome al fatto che l’attività “ufficiale” del 72enne, formalmente, era la raccolta di abiti e tessuti usati, che rivendeva ad aziende “sane” le quali li lavoravano e li riutilizzavano, ad esempio, per riempire i cuscini. Dietro questo paravento, però, secondo i finanzieri il 72enne ha sempre continuato a svolgere un’attività che padroneggiava perfettamente: le fatture false.

La serie di illeciti dell’imprenditore parte addirittura alla fine degli anni ’70: ha iniziato con l’emissione di assegni a vuoto (dal ’76 fino all’84 ha accumulato addirittura 16 condanne, il reato è stato poi depenalizzato) finalizzata alle truffe; ha proseguito negli anni ’80 con la bancarotta fraudolenta con diverse società; negli anni ’90 reati di natura fiscali (evasione e truffe finanziarie); fino al maggio 2019, quando l’imprenditore è stato condannato per l’ennesima volta per evasione di imposta sui redditi e sull’Iva, emissione di fatture false e omessa dichiarazione. Le Fiamme Gialle hanno ricostruito ben quarant’anni di attività illecite ininterrotte, come a dire che il lupo perde il pelo ma non il vizio. E, nonostante le condanne collezionate, risulta che il reggiano non abbia mai versato al Fisco quanto dovuto, accumulando un debito verso l’Erario pari a qualcosa come 12 milioni di euro.

Eppure, in decenni di onorata carriera, il “grande evasore” continuava nelle sue condotte illecite indisturbato, senza andare mai in carcere. «Si tratta di singoli reati che, presi singolarmente, non hanno una notevole rilevanza penale – ha spiegato il colonnello del comando provinciale della Guardia di Finanza di Modena, Adriano D’Elia – In questo caso abbiamo applicato la normativa prevista dal Codice Antimafia che consente di considerare un soggetto fiscalmente pericoloso. Una volta assodata la reiterata propensione a delinquere dell’indagato e accertata la sproporzione tra redditi dichiarati e patrimonio effettivo, il pm di Modena Marco Niccolini ha ottenuto dal Tribunale di Bologna la misura patrimoniale».

Non che il 72enne sia mai stato in odore di mafia, ma il Codice Antimafia è lo strumento normativo che ha consentito di incastrarlo. Dimostrare la sproporzione tra redditi dichiarati e tenore di vita non è stato difficile: secondo una stima spannometrica dell’accusa, i conti non tornavano per almeno 7 milioni di euro dalla provenienza misteriosa. Il 72enne affermava di percepire meno di 30mila euro annui, eppure si è assicurato un patrimonio enorme, formato da diverse abitazioni, investimenti bancari e assicurativi, auto di lusso e un’imbarcazione da diporto. Una ricchezza che l’imprenditore ha “distribuito” con intestazioni fittizie ai familiari, anch’essi finiti nel mirino dei finanzieri. Quando, ieri all’alba, i militari si sono presentati a casa del 72enne per eseguire la misura, sono stati inventariati e sequestrati una serie di beni, secondo l’accusa acquistati con denaro illecito, che dovranno essere stimati con esattezza: 12 orologi Rolex, Baume & Mercier e Piguet per un valore presunto di 100mila euro; una collezione di duemila dischi (35 e 45 giri) del valore di 40mila euro; collezioni di modellini Ferrari in scala composta da 200 pezzi, tra i quali anche due in edizione limitata in argento; 3 litografie in edizione limitata di Giorgio De Chirico; stampe e monete antiche; quasi un chilo di gioielli e pietre preziose. Davvero redditizi, quegli stracci. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google