Altri 13 decessi in provincia E ancora 8 morti in case di riposo
Sale a 428 il bilancio dei deceduti per Covid a Reggio Emilia I contagiati sono 4.106. Stretta della Regione sulle Rsa
Evaristo Sparvieri
REGGIO EMILIA
Altri 13 decessi, otto dei quali in strutture per anziani, che portano a Reggio Emilia il bilancio dei morti per Covid-19 a quota 428 deceduti. Sono invece 37 i nuovi casi di positività in provincia, che arriva così a un totale di 4.106 contagiati. È quanto emerge dall’ultimo bollettino sull’emergenza Coronavirus a Reggio Emilia, sulla base dei dati diffusi dall’Ausl e dal commissario regionale, Sergio Venturi.
In provincia
Sui 37 nuovi casi positivi, una sola persona è ricoverata in terapia intensiva (in totale a Reggio sono 74), 28 le persone in isolamento domiciliare (il totale provinciale è 2.925), 8 sono i ricoverati in altri reparti. «A Reggio ci sono test che sono rimasti indietro per una questione di manutenzione delle macchine di refertazione dei tamponi», ha spiegato nella consueta diretta Facebook il commissarrio Venturi, lasciando presagire che oggi i dati sulle positività potrebbero registrare un aumento. In totale, i guariti in provincia sono 436.
I DECESSI
I 13 decessi hanno riguardato 4 uomini e 9 donne. Gli uomini avevano 85 (due decessi), 84 e 73 anni. Le donne 97, 96 (tre casi), 90, 89, 85, 81 e 67 anni. I Ccomuni interessati sono Casalgrande, Castellarano, Castelnovo Monti, Montecchio, Reggio Emilia (6), Ventasso (2), Vezzano. Complessivamente i decessi a Reggio sono 428, 12 dei quali di pazienti non residenti in provincia.
I DATI REGIONALI
A livello regionale sono 21.834 i casi di positività al Coronavirus (+348) in tutta l’Emilia-Romagna: 3.274 a Piacenza (+25), 2.725 a Parma (+27), 3.301 a Modena (+39), 3.267 a Bologna (+125), 352 a Imola (+4), 744 a Ferrara (+35). In Romagna sono 4.081 (+56), di cui 910 a Ravenna (+6), 780 a Forlì (+28), 600 a Cesena (+5), 1.791 a Rimini (+17).
«Ora abbiamo un test positivo ogni 12 effettuati, nel periodo di picco eravamo anche al 70% di positività», ha spiegato Venturi, evidenziando uno degli aspetti che fanno ben sperare nella diminuzione generale dei casi. Aumentano anche le guarigioni (5.346, ovvero +366). Segnali incoraggianti cui fa purtroppo da contraltare il bilancio dei morti: 60 complessivamente i nuovi decessi (23 uomini e 37 donne), che portano così a 2.903 il numero di deceduti in regione.
RSA E CONDOMINI
Residenze per anziani e focolari domestici. Sono questi i luoghi indicati ora come principali fonti di contagio in questa fase dell’emergenza. «Nelle strutture residenziali, per la presenza di anziani fragili c’è un’oggettiva necessità di mettere in campo misure di isolamento e di potenziamento delle attività di formazione», ha aggiunto Venturi, anticipando nuovi provvedimenti annunciati poi dall’assessore alla Salute, Raffale Donini, e dalla vicepresidente della Regione, Elly Schlein.
quarantena sicura
Fra i provvedimenti, la decisione di organizzare nuove strutture per consentire ai contagiati che non hanno un domicilio adeguato di trascorrere l’isolamento in sicurezza. Una richiesta inviata ieri dalla Regione attraverso una lettera alle aziende sanitarie territoriali. Attualmente, sono un migliaio in regione i posti letto disponibili dedicati a questa funzione, in alberghi, strutture private e case protette riservate esclusivamente a pazienti Covid. A Reggio città, ci sono 30 posti in albergo più 30 posti alla Rems; a Guastalla 15 posti, a Castelnuovo Monti altri 15. Si sta inoltre attivando un secondo hotel a Reggio con 38 camere.
L’analisi
Dall’analisi dei dati regionali da inizio epidemia è emerso che, per quanto riguarda le persone positive a Covid-19 che abitano con conviventi in quarantena a domicilio, i contagi rappresentano in media l’11,4% di quelli totali. Una percentuale che si alza al 18% considerando i dati a partire dal primo aprile. Nelle strutture residenziali sociosanitarie, la componente di contagi rilevata rappresenta il 7% di quelli avvenuti dall’inizio dell’epidemia. Anche in questo caso, a partire dal primo di aprile l’incidenza sul totale è aumentata, raggiungendo il 15%. Per arginare l’emergenza nelle strutture residenziali sociosanitarie, sono previste diverse opzioni: nei casi in cui l’isolamento interno non possa essere garantito, in collaborazione con i gestori, le Aziende sanitarie dovranno individuare collocazioni alternative da definire sulla base del numero dei soggetti da trasferire e della loro tipologia. Fra le opzioni il trasferimento in strutture esclusivamente dedicate a pazienti Covid o la permanenza nella stessa Cra, purché al suo interno vi sia la possibilità di garantire l’assoluto isolamento. —
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