«Atti straordinari per fatti straordinari A Reggio serve un comitato di esperti»
Il presidente della Confederazione Nazionale dell’Artigianato risponde all’appello del vescovo Massimo Camisasca «Una situazione ancora più dura per chi – come i nostri artigiani e i nostri imprenditori – fa del lavoro la sua ragione di vita»
Il presidente CNA (Confederazione Nazionale dell’Artigianato) di Reggio Emilia risponde all’appello del vescoco Massimo Camisasca che la Gazzetta ha pubblicato domenica 5 aprile.
Giorgio Lugli
La lettera di monsignor Massimo Camisasca ha il grande merito - tra i tanti - di sollecitare oltre che le nostre coscienze anche la nostra capacità di reazione.
Un richiamo importante e giusto alla forza solidale della comunità locale e insieme al nostro saper fare, due caratteristiche della terra reggiana sulle quali mai come oggi dobbiamo fare leva per uscire dalla attuale fase di emergenza.
DIMENSIONE UMANA
Uscire dalla fase di emergenza e insieme progettare quella che, sulla base della propria formazione e sensibilità possiamo chiamare in vari modi: resurrezione, rinascita, ricostruzione, ripartenza.
Poco cambia, il senso condiviso resta uno: come tenere insieme la dimensione umana e sociale con quella economica, in un quadro destinato a mutare in modo radicale.
Prima di entrare nel merito delle cose, credo sia importante sottolineare il ruolo ricoperto in queste settimane dai corpi intermedi, con buona pace di chi li considera obsoleti e inutili.
INFORMAZIONE E COMUNICAZIONE
Grazie alle associazioni delle imprese e ai sindacati – nel rispetto della distinzione dei ruoli – le istituzioni hanno potuto contare su un sostegno tempestivo e positivo, in termini non solo di diffusione, ma anche di selezione (in tempi di proliferazione delle fake news) delle informazioni, attraverso un duro lavoro di capillare comunicazione (e spesso anche di interpretazione) delle misure pubbliche in materia di emergenza Covid-19.
migliaia di imprese
La pervasività e l’impatto negativo di questa situazione è sotto gli occhi di tutti. Per CNA significa migliaia di nostri esercizi commerciali chiusi da settimane, migliaia di imprese associate che hanno fatto richiesta di Cassa integrazione, aziende produttive in una sorta di limbo sospeso.
Una situazione ancora più dura per chi – come i nostri artigiani e i nostri imprenditori – fa del lavoro la sua ragione di vita. All’incertezza determinata dalla diffusione del contagio si aggiunge quella di chi e quando potrà riprendere la propria attività: una combinazione che sta mettendo a dura prova le imprese piccole, medie e artigiane.
RICOMINCIARE DA NOI
Non è questa la sede nella quale descrivere il lavoro svolto in queste settimane dai dipendenti della CNA né entrare nel merito delle richieste e delle proposte che il nostro sistema ha sostenuto. Il documento “Ricominciamo da noi. Artigiani e Piccole imprese per l’Italia” sintetizza al meglio la nostra posizione.
Qui però non posso non porre all’attenzione di tutti il tema prioritario del momento, ossia la liquidità, la disponibilità di risorse finanziarie.
Il tema del credito si deve comunque inserire all’interno di un piano di sviluppo straordinario, di impostazione keynesiana, da realizzare anche sul nostro territorio, fondato su massicci investimenti infrastrutturali, sblocco dei debiti della Pubblica amministrazione, sospensione dei pagamenti tributari e contributivi, sostegno e valorizzazione del turismo, del commercio e del Made in Italy.
TEMPI E BUROCRAZIA
Due variabili, intrecciate tra di loro, sono però decisive e determineranno il successo o l’insuccesso dello sforzo che l’intero Paese dovrà produrre: i tempi e la burocrazia.
Non possiamo pensare di utilizzare procedure ordinarie in una situazione straordinaria. Rispettare la trasparenza e la legalità è doveroso, ma altrettanto lo è accelerare e semplificare procedure e atti amministrativi, a cominciare dalle gare di appalto, altrimenti sarà tutto inutile.
Il Piano strategico proposto dal sindaco Vecchi può certamente rappresentare una occasione importante per pensare e costruire insieme strumenti e interventi efficaci. Allo stesso tempo sarà necessario ripensare e ricostruire pratiche e modelli organizzativi innovativi.
PROGRAMMA DI AZIONE
Ci permettiamo in questo senso di avanzare una proposta: istituire a Reggio Emilia un Comitato di esperti in materia economica e sociale, sulla scorta della task foce per la ripartenza recentemente nominata dal Consiglio dei Ministri, che affianchi le istituzioni locali nella elaborazione di un articolato programma di azione.
Per concludere, confermo la nostra piena disponibilità a collaborare con le istituzioni e la comunità reggiane.
Come recitava lo slogan della nostra campagna di comunicazione autunnale “CNA c’è”. C’è e ci sarà.—
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