Capre sbranate ai Quercioli Il primo sospettato è il lupo
Gli animali erano custoditi in un recinto ma al mattino c’era solo la femmina ferita Ferrari (polizia provinciale): «In zona avvistamenti, ma la certezza non c’è»
CAVRIAGO
Un capretto predato e una capra ferita. È quanto accaduto tra mercoledì e giovedì in via Quercioli, a Cavriago, nella fattoria di una famiglia. Gli animali erano in un recinto, ma l’alta recinzione non è stata sufficiente per proteggerli.
I proprietari non si sono accorti di niente. Solo al loro risveglio hanno trovato la capra ferita mentre il piccolo non c’era più. Non è la prima segnalazione di animali spariti o sbranati in via Quercioli e dintorno. Così come ormai sono frequenti le segnalazioni di lupi in zone di pianura. Ma sull’episodio il comandante della polizia provinciale, Lorenzo Ferrari, è cauto: «Non è scontato che l’aggressione sia stata opera di lupi, anche i cani possono produrre questo tipo di danni a carico di animali di bassa corte, come ad esempio capre appartenenti a razze di piccola taglia. I cani randagi sono per fortuna rari nella nostra provincia, tuttavia capita non di rado che grossi cani padronali, sfuggiti temporaneamente al controllo dei proprietari, possano rendersi responsabili di danni ad altri animali domestici o selvatici».
«La zona dei Quercioli è nota sia per i ripetuti avvistamenti di lupi, addirittura uno dei quali vi è stato rinvenuto morto qualche tempo fa, probabilmente ucciso da suoi simili o da cani, ma anche recentemente, per la segnalazione della presenza di grossi cani in libertà che producevano qualche timore tra i residenti della zona – va avanti – La certezza della specie responsabile dell’aggressione si avrebbe solo con un’indagine genetica su reperti prelevati da personale formato sul luogo o nei dintorni».
Per quanto riguarda la prevenzione dei danni prodotti dal lupo a carico del patrimonio zootecnico, il comandante Ferrari ricorda che la Regione Emilia-Romagna mette a disposizione la consulenza tecnica gratuita agli allevatori. Le informazioni possono essere richieste via e-mail a DifesaLupo@regione.emilia-romagna.it. «Per quanto riguarda invece i timori per l’incolumità pubblica legati alla presenza dei lupi anche in zone antropizzate come quelle di pianura – spiega Ferrari – ribadisco che nonostante la loro attuale ampia diffusione, non si sono a tutt’oggi registrate interazioni fisiche con le persone e pertanto la loro presenza, in generale non viene considerata un pericolo per la pubblica incolumità. Si tratta tuttavia di animali predatori, che raggiungono discrete dimensioni e si muovono spesso in branchi di dimensioni variabili, pertanto è consigliabile adottare alcuni accorgimenti precauzionali: in caso si incontrassero lupi di persona è necessario palesarsi rumorosamente senza manifestare timore. Una cosa importantissima, e lo dico specialmente agli amanti degli animali, è non tentare in alcun modo di somministrare loro cibo. La sicurezza sia dei lupi che degli uomini si preserva soprattutto mantenendo l’ancestrale diffidenza reciproca per cui è assolutamente da evitare qualsiasi iniziativa che possa indurre nei lupi confidenza o assuefazione alla nostra presenza». —
Daniela Aliu
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