«Dopo il 3 maggio alla domenica i supermercati restino chiusi»
REGGIO EMILIA
«Le chiusure domenicali dei supermercati, disposte dalle ordinanze della Regione Emilia-Romagna, da domenica 22 marzo al 12 aprile (domenica di Pasqua incluso il successivo lunedì di Pasquetta) hanno avuto un effetto molto positivo». I sindacati del commercio restano uniti e contrari alle aperture domenicali. Ad affermarlo in un lungo intervento sono Paolo Montaltidella Filcams-Cgil dell’Emilia-Romagna, Michele Vaghini della Fisca-Cisl regionale e Aldo Giammella della Uiltucs regionale. «In una fase delicata e cruciale come questa – affermano i tre sindacalisti – chiudere i supermercati la domenica è stata una scelta responsabile che ha garantito un minimo, ma necessario, riposo agli addetti del settore. Inoltre ha permesso di limitare ulteriormente gli spostamenti di persone, con maggior beneficio della collettività, senza per questo precludere la fornitura di beni di prima necessità (come i generi alimentari) garantita con le aperture nelle restanti giornate della settimana».
Ecco perché, affermano, «dobbiamo proseguire su questa strada. Certo non ci sfugge il senso dell’ordinanza della Regione Emilia-Romagna dell’11 aprile, che garantisce la chiusura nelle festività del 25 aprile e del 1° maggio, ma dispone la riapertura durante le domeniche».
Una misura adottata anche per evitare il rischio di vedere aumentate le code nei restanti giorni «che comprendiamo, ma non condividiamo, ritenendo che la chiusura della domenica 19 aprile non avrebbe creato problemi: ciò perché, a nostro avviso, è oramai superata la fase di panico da accaparramento. Al contrario, quello della corsa ad acquistare pochi beni in più occasioni, solo per avere un motivo per uscire di casa, è un fenomeno ancora presente. Ripartire è necessario, ma in sicurezza e con i tempi giusti: per questo motivo auspichiamo che già con la prossima ordinanza regionale si garantisca almeno un giorno di chiusura settimanale alla domenica anche per la vendita di generi alimentari».
Inoltre i sindacati vogliono ragionare e valutare come riaprire in massima sicurezza tutte le attività commerciali e i centri commerciali, evitando che diventino centri di aggregazione in particolare nelle domeniche e nei festivi.
«A nostro giudizio, in queste giornate sarebbe opportuno prorogarne la chiusura almeno fino a quando non si potrà tornare alla “normalità”. Proprio mentre si sta discutendo di una “fase 2”, ponderata e attenta sia alla ripartenza dell’economia che alla sicurezza di lavoratori nonché dei cittadini tutti, ci pare una forzatura ripartire proprio dal settore che non ha mai chiuso e che ha resistito in modo esemplare grazie al lavoro di coloro che non si sono sottratti al proprio dovere. Non vorremmo che questo ingenerasse, come già accaduto in alcuni casi, una sorta di momento liberatorio che, purtroppo, ha fatto sì che alcuni negozi di alimentari si sentissero in diritto di allentare e, in alcuni casi, azzerare il contingentamento in entrata dei clienti. Questo è un atteggiamento grave che non dovrà e non potrà essere tollerato. Ribadiamo, ancora una volta, che una discussione sulla definizione di regole nel commercio non è più rinviabile». —
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