Gazzetta di Reggio

Reggio

Contagi triplicati in una giornata Prima vittima a Castelnovo Sotto

Leonardo Grilli
Contagi triplicati in una giornata Prima vittima a Castelnovo Sotto

Altri 10 decessi in provincia, i comuni indenni scendono a 3 L’Ausl spiega: «I positivi vanno spalmati su due giornate»

4 MINUTI DI LETTURA





reggio emilia

L’aggiornamento epidemiologico di ieri sera ha portato con se due brutte notizie: il crollo della speranza in una decrescita del contagio a Reggio Emilia e soprattutto il primo decesso a Castelnovo Sotto, uno degli ultimi quattro Comuni che era rimasto senza vittime fra i suoi residenti. Tre adesso i territori che non contano morti causati dal Coronavitus: Canossa, Vetto e Viano.



Partendo proprio dai decessi, dieci sono stati i reggiani sconfitti dal Covid fra le 12 di venerdì e le 12 di ieri. Si tratta di due uomini e otto donne, fra i 70 e i 90 anni, residenti a Bibbiano, Castelnovo Sotto, Reggio Emilia (3), Reggiolo (2), San Polo d’Enza, Scandiano e Vezzano. Sono quindi 438 i morti nel territorio reggiano, fra i quali dodici provenienti da altre province ma ricoverati nelle nostre strutture.

Un numero che si avvicina a quello dei guariti complessivi che, ieri, erano 444. A salire sono però anche i contagiati. E salgono non di poco: ieri l’incremento di positivi rintracciati con i test è stato più che triplicato rispetto a quello di venerdì. Ben 127 nuovi infetti rispetto ai 37 del giorno precedente, per un totale di 4.233 pazienti Covid dall’inizio dell’epidemia.



A spiegare questo fortissimo aumento è stata la stessa Ausl: «Il risultato dei tamponi – ha dichiarato l’Azienda sanitaria reggiana – va spalmato su due giorni (ieri e venerdì, ndr) per la refertazione in coda dal giorno prima a causa della temporanea sospensione per la manutenzione indifferibile della macchina di laboratorio. La stragrande maggioranza dei casi riguarda persone a domicilio, che non hanno avuto bisogno di ricovero in ospedale».

Ed effettivamente, su 127 malati, solamente sei sono stati ricoverati in reparti non di terapia intensiva. Gli altri sono in isolamento domiciliare.

Tuttavia il picco di positivi nel territorio reggiano ha richiesto, ieri pomeriggio, anche l’intervento del commissario regionale per l’emergenza, Sergio Venturi. Durante il video aggiornamento quotidiano, infatti, è stato spiegato come ad essere strano non sia il dato di ieri quanto quello del giorno precedente: «Il numero stranamente ridotto dei positivi di venerdì – ha confermato Venturi – è stato causato dal numero minore di test elaborati a Reggio Emilia quel giorno. La giornata è stata impiegata per la manutenzione di parte delle tecnologie impiegate quindi, in sintesi, oggi (ieri, ndr) i contagiati sarebbero dovuti essere un po’ meno e ieri un po’ di più».



Guardando al dato complessivo, in Emilia-Romagna sono 22.184 i casi di positività al Coronavirus, 350 in più su 4.394 test eseguiti in una giornata (121.220 totali). Attualmente sono 9.166 le persone in isolamento a casa (118 in più rispetto a venerdì), e 296 i pazienti in terapia intensiva: 13 in meno. Diminuiscono anche le persone ricoverate negli altri reparti Covid, 96 in meno.

A crescere, fortunatamente, sono invece le persone guarite: 5.635 (289 in più), di cui 2.233 asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione e 3.402 negative in due test consecutivi. Purtroppo si registrano anche altri 62 nuovi decessi (30 uomini e 32 donne) che portano complessivamente a 2.965 i morti da Covid in Emilia-Romagna.

Le vittime, oltre quelle reggiane, erano residenti 9 nella provincia di Piacenza, 9 in quella di Parma, 9 in quella di Modena, 14 a Bologna (1 nell’imolese), 2 in quella di Ferrara, 4 a Forlì-Cesena (2 nel forlivese e 2 nel cesenate) e 5 in quella di Rimini. Tornando ai contagiati, Reggio Emilia conserva ancora il triste primato regionale di provincia con più infetti dell’Emilia-Romagna, l’unica ad aver superato la soglia dei 4mila malati.



Insomma, una situazione che resta seria ma che va, gradualmente, migliorando. Miglioramento di cui non possono ancora beneficiare gli uomini e le donne del servizio sanitario regionale: ora che il Covid sta allentando la presa, infatti, è partita la corsa per convertire nuovamente gli ospedali e riprendere il prima possibile la normale attività sanitaria.

«Nelle nostre strutture non c’è un giorno in cui si possa tirare il fiato – ha confermato Venturi – gli operatori sono impegnati nel trasformare gli ospedali per riprendere le attività che si sono ridotte o sospese. Non è ancora arrivato, per nessuno, il momento di poter ridurre l’intensità del lavoro che si fa ormai dalla metà di febbraio». Attualmente in regione sono 4.815 i posti letto destinati ai pazienti Covid-19: 4.280 ordinari (46 in meno di venerdì perché riconvertiti) e 535 di terapia intensiva. A Reggio i posti Covid sono invece 539, di cui 58 di terapia intensiva. —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google