Mascherine in distribuzione ma c’è anche chi le butta via
Sindaco e altri volontari girano casa per casa. «Qualcuno non ha capito che servono contro la pandemia e non per usi sanitari e alcuni lavori come l’amianto»
MONTECCHIO
Una ventina di volontari ieri si è data appuntamento davanti al municipio per ritirare le mascherine da consegnare alle famiglie, su iniziativa del Comune. Tra i volontari, il sindaco Fausto Torelli. «Una settimana fa le avevamo promesse – spiega Torelli – ora siamo qui a distribuirle. Al netto di disguidi, arriveranno nelle case di tutti i montecchiesi, mettendo ogni singolo cittadino nella condizione di possederne una». Una iniziativa che arriva subito dopo la distribuzione delle mascherine messe a disposizione dalla Regione che, però, non sono bastate. «Grazie ai fondi raccolti sul nostro conto corrente dedicato, versati da aziende, associazioni e privati cittadini, siamo arrivati ad avere un fondo cassa importante. Ci siamo chiesti se non fosse il caso di mettere ogni montecchiese nelle condizioni di possedere una mascherina. Abbiamo cercato e individuato una azienda della Regione che si è riconvertita, la Puntoart di San Mauro Pascoli (Forlì-Cesena) secondo una iniziativa di Confidustria Moda, e abbiamo fatto un ordine di poco più di 10.500 mascherine, pari al numero di residenti».
Alcuni tra coloro che l’hanno ricevuta hanno letto sulle istruzioni che non sono valide in ambito sanitario e negli ambienti di lavoro. Si sono chiesti a cosa servissero, e alcuni le hanno pure buttate senza neppure aprirle. «Forse non hanno inteso bene a cosa servono queste mascherine. Si parla solo di ausili da destinare al contenimento e a ridurre il rischio contagio della pandemia. Quella dicitura è imposta dalle norme per evitare che vengano usate in ambienti sanitari e di lavoro particolari quali, ad esempio, i lavoratori dell’amianto. In questi campi, servono mascherine speciali con caratteristiche particolari che sono diverse da quelle che abbiamo comprato». Rimane aperto il fronte dei buoni spesa. «Abbiamo ricevuto circa 170 domande; alcune incomplete, altre inesatte. Visti i tempi, abbiamo comunicato a chi doveva sistemarla come e cosa servisse. Per ora, quindi, abbiamo esaminato quelle corrette. Le altre in seguito. Da martedì – conclude il sindaco – dovremmo essere in grado di consegnarli mediante contatto singolo e poi si potranno spendere, per ora, ai supermercati Coop, Sigma e Ecu. Ci sono anche alcuni negozi montecchiesi che presto saranno pronti ad accettarli». —
A.Z.
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