Operaio licenziato La Cgil: «Sia reintegrato o denunciamo Pregel»
REGGIO EMILIA
La Cgil chiede il reintegro dell’operaio licenziato prima di Pasqua da Pregel. E per ribadirlo scende in campo anche il segretario provinciale Ivano Bosco, con un video messaggio pubblicato sui social.
«Purtroppo alla vigilia di Pasqua abbiamo dovuto registrare un avvenimento davvero increscioso» è il timbro posto da Bosco sul licenziamento dell’unico delegato sindacale dell’azienda reggiana che produce preparati per gelati e che conta oltre 300 dipendenti, «adducendo delle motivazioni assolutamente pretestuose» dice Bosco. La Flai Cgil e la Camera del Lavoro ribadiscono che le motivazioni alla base del licenziamento, tra le altre l’ipotesi di rivelazione di segreti industriali, siano da considerare «pretestuose e insussistenti, configurando il licenziamento come ritorsivo rispetto all’attività sindacale».
Allo stesso modo l’attività sindacale che avrebbe provocato il licenziamento – e cioè la richiesta del delegato di vedere verbalizzate le proprie osservazioni fatte durante una riunione per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro – era la pretesa del delegato di aver riconosciuto il ruolo che il protocollo salute assegna al sindacato.
«Un licenziamento quindi che nulla avrebbe a che vedere con l’ipotetica scorrettezza dei comportamenti del lavoratore, bensì proprio con il suo status di rappresentate sindacale, trattandosi dell’unico dipendente che abbia accettato l’incarico in 52 anni di vita dell’azienda, per essere licenziato dopo quattro mesi dalla nomina» ribadisce la Cgil reggiana.
È per queste ragioni, e perché il licenziamento dell’unico rappresentante sindacale rende di fatto inoperante il protocollo governativo sul contenimento del virus nell’azienda, che il sindacato fa sapere che «procederà a denunciare l’azienda per condotta antisindacale» oltre che «ad impugnare il licenziamento con la richiesta di farlo dichiarare nullo in quanto discriminatorio».
Una decisione che potrebbe essere cambiata «solo se l’azienda ritirasse, annullandola, la procedura di licenziamento. Solo a questo punto, per ristabilire la normale dialettica sindacato-impresa, Flai Cgil e Camera del lavoro confermano la propria disponibilità ad un confronto di merito e senza pregiudizi, su quanto accaduto». —
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