Gazzetta di Reggio

Reggio

CASTELLARANO 

Parrucchieri ed estetisti in lotta «Migliaia rischiano di sparire»

PAOLO RUINI

Maria Manduca referente regionale della petizione nazionale: «Già ottomila firme Le spese restano. Il governo congeli le tasse. Vogliamo riaprire in tutta sicurezza»

2 MINUTI DI LETTURA





CASTELLARANO

Una petizione per salvare una serie di categorie di lavoratori che rischiano di essere pesantemente danneggiate dalle restrizioni legate al coronavirus. L’idea è partita nel periodo di Pasqua da un centro estetico di Roma dove lavora Romina Paludi, e in pochissimi giorni si è estesa a livello nazionale con una serie di referenti regionali che si stanno impegnando a raccogliere le firme dei colleghi da inviare al governo. Per l’Emilia Romagna la referente è Maria Manduca di Castellarano, che gestisce un negozio di parrucchiera nel Comune ceramico.

La petizione cita testualmente nel titolo: salviamo centri estetici, parrucchieri, barbieri, barbershop, onicotecnici, truccatori e tatuatori. In questo periodo rischiano di sparire migliaia di piccole aziende attive in questi settori.

«Per ora con la petizione sono state raccolte oltre ottomila firme – afferma Maria Manduca –. Ci stiamo impegnando per raggiungere un numero elevato e farci sentire dal governo, perché i problemi sono veramente molti».

Quali sono le difficoltà principali?

«A causa della chiusura – risponde Maria Manduca – tutte le spese continuano a correre. Solo nel mio caso, mi sono arrivate le tasse da pagare, i contributi per la dipendente da versare, l’affitto del negozio, l’affitto del pos (che non va da quando siamo chiusi), le utenze. Tutto quello che normalmente doveva essere pagato, è arrivato».

Avete degli aiuti?

«La cassa integrazione per la mia dipendente non è ancora arrivata, nemmeno i 600 euro dell’Inps. Ma a parte questo, lo scopo della nostra petizione guarda al futuro. Perché prima di tutto vogliamo aprire in tutta sicurezza, poi chiediamo al governo un impegno che permetta ai nostri settori di congelare tutte le tasse da versare fino a che non riusciremo a lavorare».

Cosa state facendo?

«Stiamo formando un comitato rappresentativo di tutte le regioni d’Italia. Attraverso la rete, è stata lanciata la petizione su Avaaz. Contiamo di superare le diecimila firme, visto che siamo partiti il lunedi di Pasquetta. La speranza è che il governo ci ascolti e comprenda i nostri problemi reali».

I problemi per i parrucchieri e gli estetisti non saranno pochi perché, finita la quarantena chi riuscirà a riaprire dovrà adeguare il negozio alle nuove normative sanitarie, quindi vi saranno costi ulteriori per potersi mettere in regola prima di riprendere a lavorare. Nella petizione, oltre a questo punto, viene sottolineata la necessità di un incontro della categoria con il governo per riuscire a stabilire una sorta di protocollo in grado di salvare un settore che in Italia dà lavoro a decine di migliaia di persone che ora sono in difficoltà. Altro problema è la diffusione a macchia d’olio del lavoro nero. —

PAOLO RUINI

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google