Piomba con l’auto dentro il cantiere e uccide operaio al lavoro sull’A1
Tragedia nella notte fra venerdì e ieri all’altezza di Roncocesi La vittima è un uomo di 32 anni originario del Barese
REGGIO EMILIA
Mentre sorpassava una fila di mezzi pesanti in autostrada, un automobilista ha perso il controllo dell’auto, piombando a elevata velocità contro una cantiere di operai che stavano riverniciando le righe sull’asfalto. Pesantissimo il bilancio della carambola a catena provocata dall’investitore: un morto – Vito Regina, 32 anni, originario di Grumo Appula (in provincia di Bari) e residente a Senigallia (Ancona), falciato e ucciso all’istante – e un ferito, lo stesso investitore, un 29enne nato a Formigine e residente nel distretto ceramico modenese, che in un primo tempo è parso in gravi condizioni ma è fuori pericolo. Era l’1.30 della notte tra venerdì e ieri e il 29enne stava viaggiando sull’A1, da solo, a bordo di un Suv Range Rover Sport, proveniente da Milano e diretto verso Modena; il giovane si era appena lasciato alle spalle il casello di Campegine e mancava poco a quello di Reggio.
Al chilometro 133 in corsia sud (all’altezza di Roncocesi) era attivo il cantiere di una ditta incaricata da Società Autostrade di riverniciare le strisce sull’asfalto: lavori che si eseguono solitamente di notte per approfittare del traffico ridotto. In quel tratto si procedeva su un’unica fila, la prima, mentre le altre due erano occupate dal cantiere, a forma di imbuto, dove era all’opera una squadra di operai (4 o 5 persone).
Da una prima ricostruzione pare che il conducente del Suv, per evitare la coda, a un certo punto sia uscito dalla colonna e abbia percorso un bel tratto (almeno un paio di chilometri) a velocità sostenuta: tanto che, quando si è imbattuto nel cantiere, non è riuscito a controllare la vettura. Come una pallottola impazzita il Range Rover ha schivato il primo furgone, quello della segnaletica luminosa dei lavori in corso; ha urtato in un angolo un secondo furgone, fermo qualche metro dopo in terza corsia, che conteneva le taniche di vernice necessarie per ridisegnare le linee, anch’esso scaraventato in avanti; infine è andato in testa a coda, girandosi su se stesso e travolgendo il carrellino traccialinee (l’attrezzo mobile per ridisegnare le strisce stradali) condotto dall’operaio 32enne; infine ha sbattuto con la parte posteriore contro il new jersey centrale, fermandosi.
È stato un impatto violentissimo e rapidissimo: gli altri operai della squadra, sfiorati dal Suv, ci hanno messo qualche minuto per comprendere che il loro collega era stato sbalzato e aveva fatto un volo di 25-30 metri.
Il corpo del 32enne, già privo di vita, è stato rinvenuto parecchi metri più avanti, verso il margine destro della carreggiata, a pochi metri dal carrellino disfatto. Una esistenza stroncata, un giovane emigrato al nord per lavoro che ha trovato la morte, lasciando una compagna.
Anche la Range Rover è stata ridotta a un cumulo di lamiere; si ritiene che il 29enne, non incastrato e cosciente quando è stato affidato ai sanitari della Croce Rossa, si sia salvato grazie alla carrozzeria robusta del mezzo.
Sul posto è arrivata una pattuglia della polizia stradale di Modena Nord, che ha coperto la vittima con un lenzuolo, aspettando di finire i rilievi prima di rimuovere la salma. Ci sono volute ben tre ore: in un primo tempo il transito è rimasto com’era, consentito nella prima corsia, ma in seguito gli agenti hanno deciso di chiudere quel tratto a causa dei troppi detriti disseminati sulla carreggiata che andavano rimossi. Albeggiava quando il corpo della vittima è stato composto e trasportato all’obitorio di Coviolo. —
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