“Pronto, chi è?” E il Teatro dell’Orsa risponde con le Favole al telefono
Reggio Emilia, all’altro capo del filo Monica Morini e i narratori che hanno aderito al progetto di Campsirago Residenza aiutano a non pensare al Covid: «Siamo gli amici del Ragionier Bianchi, contaminiamo storie e creiamo mondi»
REGGIO EMILIA. Un telefono squilla, un bambino va a rispondere. E d’incanto si ritrova in un luogo dove ogni cosa è possibile, le case sono fatte di dolci, gli animali parlano. È la nuova magia del Teatro dell’Orsa, che insieme a Campsirago Residenza ha deciso di raggiungere grandi e piccini, chiusi in casa a causa del Coronavirus, con le Favole al telefono. Ogni mercoledì, a un orario prestabilito tra le 15 e le 19, Monica Morini e gli altri cuori della compagnia – Lucia Donadio, Chiara Ticini e Giulia Canali – compongono un numero diverso: si presentano come gli amici del Ragionier Bianchi (il protagonista delle Favole al Telefono di Gianni Rodari, che ogni sera alle 21 telefonava alla sua bambina per raccontarle una storia della buonanotte), e iniziano a chiacchierare.
«Iniziamo sempre col dire dove ci troviamo noi – spiega Monica Morini – per esempio io chiamo da una casa piena di libri, se mi allungo con le dita sfioro poesie e romanzi. Poi chiediamo dove si trovano loro, chi c’è attorno al telefono, chi è l’ultimo amico con cui hanno parlato, quali compiti hanno appena finito, cosa hanno mangiato… raccogliamo indizi per contaminare le storie. Ogni telefonata dura 20-30 minuti, c’è una sorta di canovaccio e una parte inventata sul momento usando quello che i bambini ci rivelano. Capita che il cacciatore si presenti dal lupo di Cappuccetto Rosso con un elicottero o che la strada che non porta in nessun posto conduca invece all’Alpe di Siusi, perché quello è il posto dove il bambino è stato l’estate scorsa con il suo papà».
Le parole creano mondi, quelle dei bambini universi interi. E così può nascere un paese dove tutto ha la “s” davanti, il frigorifero diventa “sfrigorifero”, c’è lo “staccapanni” e la macchina è “sfotografica”. O si può entrare in una baita dalle stanze infinite: una piena di caciotte, una piena di lamponi, una piena di… pupù. «Oggi – racconta Monica Morini – un semaforo blu ci ha fatto volare sulle scope fatate fino alla luna. Con me c’erano Alessia, Samuele, Viola e Morgana. Come in “Miracolo a Milano” tutto vedevamo dall’alto ascoltando il via libera per il cielo. Nel bosco abbiamo visto volpi che ballavano il tango. Prendendo la strada che non portava in nessun luogo abbiamo trovato stanze del castello piene di arcobaleni, pepite, rubini e colori da tenere tra le dita di una mano. La fiaba è il luogo di ogni possibilità. Lo sa bene il Mago Rodari e il Ragionier Bianchi se la ride».
Per questo progetto – che si affianca ai tanti altri della compagnia, tra cui “Fiabe senza Corona”, storie da ascoltare al tramonto, quando le ombre si allungano – il Teatro dell’Orsa ha preso parte all'iniziativa ideata da Campsirago Residenza: «Abbiamo sentito una grande consonanza di intenti, volevamo fare le favole al telefono accorciando le distanze con i bambini e il nostro pubblico in tempi di quarantena, Campsirago era già partito coinvolgendo realtà teatrali lombarde e artisti da tutta Italia, ci è sembrato un valore operare insieme e condividere esperienze, e il nostro slancio è stato accolto. La cultura non è intrattenimento, é cura e ascolto dell'altro. Farlo insieme e ricevere stimoli e ispiraizone da altri artisti è un dono e siamo grati a Campsirago per il grande lavoro organizzativo e di rete».
Alla base del progetto "Favole al telefono" di Campsirago Residenza c’è un lavoro drammaturgico nato dalla rielaborazione dei trucchi che Rodari usava per insegnare ai bambini a inventare storie, espressi nella sua Grammatica della fantasia. Per lo spettacolo la regista Anna Fascendini aveva lavorato sul testo creando una struttura in forma di gioco a partire da alcuni "stratagemmi" dell’autore. Ora questo spettacolo viene riadattato “al telefono” per prestare, in questa emergenza, un servizio alle famiglie con bambini.
Per prenotare le “Favole al telefono… al telefono” basta scrivere a info@campsiragoresidenza.it indicando il numero di telefono da chiamare. Per essere contattati da una delle voci del Teatro dell’Orsa occorre specificarlo nel messaggio.
«Per colpa del Coronavirus ci ritroviamo dentro recinti molto piccoli – riflette Monica Morini – ma le storie e la letteratura allargano tutte le pareti del mondo e ci connettono con gli altri». Soprattutto se a raccontarle sono attori e attrici che hanno ricreato nelle proprie case un mini set teatrale e, dopo essersi vestiti e truccati, giocano con le parole ma anche con i suoni e i rumori. «Abbiamo lasciato il nostro amatissimo Gianni Rodari sulla scena l’ultimo giorno in cui era possibile fare spettacolo, il 23 febbraio, raccontando le “Favole al telefono” al Centro Internazionale Loris Malaguzzi con il nostro “Rodarissimo”. Lo abbiamo lasciato dentro alla Casa delle Storie nelle prove di “Rodari in valigia”. In attesa di poter tornare a incontrare il pubblico occhi negli occhi, ci infiliamo dentro le case al telefono e cambiamo le favole come lui avrebbe amato fare, inventando insieme lo stratagemma geniale che lui inventò con il Ragionier Bianchi».
Alla fine della telefonata, infatti, gli attori e le attrici invitano i bambini a inviare storie e disegni al ragioniere. —
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