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il processo per droga 

Si rivolse allo stregone Spacciatore “invisibile” patteggia 3 anni di cella

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REGGIO EMILIA

Si è chiusa nei giorni scorsi con un patteggiamento una grottesca vicenda di spaccio di stupefacenti in cui ha fatto capolino persino uno stregone.

Alla sbarra un trafficante di marijuana, il 36enne nigeriano Isaiah Ikechukwu Uwadia che, tramite l’avvocato difensore Franco Beretti, ha “concordato” tre anni di reclusione con il pm Iacopo Berardi (titolare delle indagini), pena poi avallata dal gup Dario De Luca. Il nigeriano rimane in carcere, dove è ristretto dal dicembre scorso, cioè da quando la Mobile l’ha arrestato. Ed era emerso dalle intercettazioni – alle quali il trafficante di droga nigeriano era sottoposto dal settembre scorso – che Uwadia si era lamentato con uno stregone, dopo che dal 22 ottobre a domenica 8 dicembre 2019 la polizia reggiana aveva arrestato tre suoi corrieri, sequestrando oltre sei chili di marijuana diretta a lui. Aveva telefonato allo stregone per protestare ma era stato rassicurato: «Sei trasparente, i poliziotti non ti possono vedere, e infatti finora non ti hanno arrestato... Ma ora faccio un nuovo rito: dovrai aspettare 24 ore e da domani sarai di nuovo invincibile». Ma, proprio il giorno successivo, in seguito a un controllo avvenuto al Campo di Marte 2, il parco che si trova tra l’Ospizio e il Villaggio Stranieri, Uwadia era stato trovato in possesso di alcuni grammi di marijuana, già suddivisi in dosi. Gli agenti avevano così deciso di perquisire l’abitazione di via Turri in cui l’uomo risulta residente e una in viale Magenta, a sua volta nella disponibilità del 36enne, dove erano spuntati circa 900 grammi di marijuana e più di tremila euro in contanti, ritenuti provento dell’attività di spaccio. Nella casadi viale Magenta erano stati trovati 800 grammi di sostanza stupefacente. Secondo il capo della squadra mobile Guglielmo Battisti, il nigeriano non sarebbe un semplice spacciatore ma un vero e proprio trafficante di stupefacente, gravemente indiziato di importare – attraverso corrieri più giovani di lui, arrestati nel tempo proprio a Reggio Emilia – importanti carichi di marijuana. —

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