Sicrea, i fornitori: «Un disastro Conad salvi cantiere e lavoro»
Stop ai pagamenti, in bilico 100 addetti del grande appalto di via Luxemburg L’appello di imprese e artigiani: «Arginate questa sciagura economica e sociale»
REGGIO EMILIA
«Salvate i lavoratori di questo cantiere». Dopo giorni di silenzio attorno alla crisi della società edile Sicrea, è comparsa l’altra sera una grande scritta su un lenzuolo bianco appeso da ditte e lavoratori fuori dal grande cantiere da 20 milioni di euro per la costruzione del nuovo Conad di via Luxemburg. Un cantiere privato tra i più ghiotti nel Reggiano in tempi di crisi, fermato però dalla messa in liquidazione della società Sicrea, ultima nata nella galassia della cooperzione “rossa” reggiana, che dopo aver salvato rami e dipendenti dalle consorelle fallite, sta affondando a sua volta.
L’edilizia è un «settore che a Reggio Emilia, più che in altre province, ha risentito della chiusura, una dopo l’altra, delle principali cooperative di costruzione, di cui la società per azioni Sicrea era rimasta l’ultimo baluardo di un sistema sostenuto anche da tante piccole aziende fornitrici, che ci hanno creduto e hanno lavorato con impegno, mettendo a disposizione competenze e professionalità» scrivono ora in un comunicato i fornitori. Si tratta di un centinaio di lavoratori legati a piccole e medie imprese, in buona parte artigiani ma non solo, che risentiranno dei mancati pagamenti scaturiti dallo stop di Sicrea, azienda che a sua volta conta 225 dipendenti. Una catena della fornitura in forte crisi vista la liquidazione, come aveva ricordato l’ad di Sicrea, Adriano Nicola, prima di lasciare il timone al liquidatore Alfredo Medici.
Le imprese del cantiere ricordano certo l’effetto della crisi mondiale generata dalla diffusione del virus Covid-19, «considerata da molti anche più grave di quella del 2008» e fattore indicato dalla stessa Legacoop quando si è trattato di rendere pubblica la débacle di Sicrea, la cui crisi è ben più datata ed emerge già dal rosso di bilancio da 22,7 milioni nel 2019.
«La scelta necessaria degli azionisti di mettere in liquidazione volontaria Sicrea, a causa di una situazione economica e finanziaria non più sostenibile, sta generando un effetto domino devastante non solo per le 225 persone che hanno perduto il posto di lavoro, ma anche per le tante piccole imprese fornitrici che si vedono interrotte attività su cui costruiscono fatturato, utili e posti di lavoro» riporta la nota diffusa ieri dagli artigiani del cantiere. «Quantificare il danno di questa ulteriore perdita del mondo imprenditoriale reggiano è prematuro, ma sarà sempre troppo tardi se i principali attori del territorio non saranno in grado di rimanere uniti per mettere in campo risorse ed energie volte ad arginare le gravi conseguenze economiche e sociali che a cascata si stanno abbattendo su migliaia di famiglie del territorio».
Fanno poi riferimento all’appello del Vescovo Camisasca, al quale aggiungono il loro: «Arriva un altro appello, questa volta indirizzato al senso di responsabilità e alla coscienza del Gruppo Conad, così come a tutti i protagonisti della comunità reggiana, di fare la propria parte per arginare il disastro economico e sociale derivante dalla chiusura di Sicrea, per il quale lo sterile esercizio di attribuzione di colpe e responsabilità a cui oggi assistiamo non salverà le centinaia di lavoratori e di piccoli imprenditori dalle difficoltà causate dai mancati introiti di mesi di lavoro nei cantieri. Questo è il tempo della responsabilità e della solidarietà. I reggiani sono persone concrete e grandi lavoratori. Non mancano risorse e competenze. Dobbiamo solo stare uniti e fare ognuno la propria parte». —
Enrico Lorenzo Tidona
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