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LA STORIA 

La massima espansione del manicomio fu tra il 1871 e il 1907

L.S.

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REGGIO EMILIA

La ristrutturazione di Villa Marchi rientra nel programma di riqualificazione urbana dell’ex San Lazzaro, finanziato in base all’articolo 4 della legge regionale 19 del 1998. L’istituto psichiatrico aveva alle spalle quasi otto secoli di storia.

Nel 1217 il comune medievale costruì presso il ponte di San Maurizio la chiesa ancor oggi esistente e un ospedale destinato ai malati di lebbra, dedicandoli entrambi a San Lazzaro.

Il lebbrosario si trasformò gradualmente in un luogo di accoglienza di persone in vario modo sofferenti.

Nel 1536 vi entrò il primo malato di mente e da allora si consolidò la funzione di “rifugio per alienati e per cronici e invalidi”.

Nel 1754 il duca Francesco terzo d’Este attuò una riorganizzazione delle Opere Pie, identificando nel San Lazzaro una struttura dedicata a ospitare soltanto i dementi. La trasformazione, però, si compì nel 1827, quando il San Lazzaro divenne di fatto un ospedale psichiatrico articolato in un sistema di corti chiuse che assicurava l’isolamento e il controllo dei pazienti.

Il manicomio raggiunse la massima espansione fra il 1871 e il 1907, in particolare sotto la direzione di Augusto Tamburini, a cui è intitolato uno dei vari padiglioni che furono costruiti “in un vasto e ridente prato”. Con l’introduzione dell’ergoterapia il complesso divenne produttivo e autosufficiente, suggerendo ai visitatori l’idea di un villaggio ideale, con i viali alberati e i campi all’orizzonte. Dal 1874 l’istituto fu la sede della clinica psichiatrica dell’Università di Modena. Nel 1920 il numero dei ricoveri incominciò a diminuire. I bombardamenti del 1944 infersero gravi danni agli edifici del San Lazzaro.

Nel 1978 fu approvata la legge Basaglia, che prevedeva l’abolizione degli istituti psichiatrici.

Allora furono abbattuti i muri di cinta, ma le dimissioni dei malati furono rallentate dalla necessità di creare e consolidare i servizi territoriali alternativi.

Di fatto si esaurirono parecchi anni dopo.

I padiglioni dell’ex San Lazzaro, man mano che si liberavano, venivano così occupati da uffici e ambulatori dell’azienda Ausl di Reggio e da succursali di istituti scolastici.

Infine, con la creazione di Unimore vi sono stati insediati i corsi di laurea di ingegneria, professioni sanitarie e agraria dell’universitù di Modena e Reggio. —

L.S.

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