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Cantiere fermo 

Biogas, il ricorso viene accolto dal Tar

Luciano Salsi
Biogas, il ricorso viene accolto dal Tar

Prima vittoria ottenuta dai Comitati Ambiente e Salute  contro l’impianto che Iren progetta di costruire a Gavassa 

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Reggio Emilia

Il Coordinamento provinciale dei comitati ambiente e salute segna un primo punto a suo vantaggio nella partita ingaggiata con la Regione e gli enti locali reggiani per annullare l'impianto di biogas che Iren progetta di costruire a Gavassa. Il Tribunale amministrativo regionale di Parma ha sospeso l'avvio del cantiere che sarebbe dovuto partire questa primavera e ha fissato a domani, 22 aprile, la prima udienza in cui il ricorso verrà trattato collegialmente per arrivare alla sentenza definitiva.

Il Coordinamento esulta credendo di avere ormai la vittoria a portata di mano. Lo dimostra, a suo parere, l'affanno con cui Iren e Regione starebbero consegnando al Tar «carte su carte per smontare e screditare l'azione legale con argomenti a dir poco imbarazzanti», approfittando del rinvio dei procedimenti dovuto alle misure di contenimento della pandemia.

«È oggettivamente palpabile dal tono di certi passaggi – scrive il Coordinamento – che l’azienda è furibonda e teme di vedere accolto il ricorso, che significherebbe l’annullamento di tutta la via (valutazione d'incidenza ambientale) e quindi anche una sonora bocciatura politica su questo tipo di progetto».

Il decreto del Tar, emanato dal presidente Germana Panzironi il 25 marzo, accoglie temporaneamente la domanda cautelare dei ricorrenti rappresentati dagli avvocati Alberto e Giovan Ludovico Della Fontana. I comitati chiedono «l'annullamento previa sospensione dell'efficacia degli atti amministrativi con cui si è dato il via alla costruzione del contestatissimo impianto di Gavassa finalizzato a trasformare in metano e in un residuo inerte la frazione organica dei rifiuti solidi urbani» (Forsu), che Iren raccoglie in gran parte della provincia.

Si tratta della deliberazione della Giunta Regionale dello scorso 22 novembre, delle autorizzazioni e di una concessione rilasciate dall'Arpa, del permesso di costruire concesso dal Comune, della pre-valutazione d'incidenza ambientale emessa dalla Regione, del parere favorevole dei Vigili del Fuoco, della concessione del Consorzio di bonifica, dell'accordo fra i comuni di Reggio, Correggio e San Martino in Rio e della variante urbanistica adottata dal comune di Reggio. In attesa che l'istanza sia esaminata in un pubblico dibattimento la procedura della giustizia amministrativa consente che il Tar sospenda l'applicazione dei provvedimenti impugnati quando ritiene non infondate le richieste dei ricorrenti.

«Il nostro ricorso al Tar – sottolinea con soddisfazione il Coordinamento – intanto è stato legittimato e come primo risultato temporaneo l’ha bloccato. Fra pochi giorni si terrà la prima udienza per trattare l’istanza cautelare e fissare la data dell’udienza di merito in cui si discuteranno tutte le ragioni del ricorso". Per condurre l'azione legale il Coordinamento ha raccolto finora ventimila euro dai cittadini che ne condividono le motivazioni. Per portarla a termine gli occorrono altri finanziamenti. Perciò invita i reggiani a donare un bonifico di “erogazione liberale” intestato a Coordinamento Provinciale Comitati Ambiente e Salute Iban: IT66U0303266480010000323850. —



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