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Bric à brac comunale per ridurre i rifiuti

C.O.
Bric à brac comunale per ridurre i rifiuti

Via alla progettazione del centro del riuso in via La Torre Il sindaco: «Avrà una funzione di solidarietà sociale»

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Oggetti in buono stato e sanificati, provenienti dal altre case, messi in vendita a poco prezzo. Una sorta di “bric à brac” comunale che nascerà proprio di fianco all’isola ecologica di via Pio La Torre, su un terreno di proprietà pubblica, e dove poter acquistare dal mobilio agli utensili per la casa, ai vestiti e ai soprammobili, spendendo poco. È il centro per il riuso che il Comune ha intenzione di realizzare non appena il lockdown si allenterà e per la progettazione del quale ha dato mandato, negli ultimi giorni, alla studio di Correggio Ficcarelli e Saccani per una spesa complessiva di poco meno di 10.000 euro.

«Gli obiettivi che vogliamo raggiungere con la costruzione del nuovo centro per il riuso – spiega la sindaca Ilenia Malavasi – sono due. Il primo dei quali è compiere un ulteriore passo per mettere a sistema la riduzione dei rifiuti, in particolare della frazione indifferenziata». E sì, perché garantendo una seconda vita agli oggetti già usati ma in buon stato che verranno conferiti al centro, «si crea quel circolo virtuoso del riuso – spiega Malavasi – indispensabile in una buona economia circolare».

Il secondo motivo è di ordine sociale e di sostegno, visto il periodo, a un’economia territoriale messa fortemente alla prova dallo stop prolungato delle attività e del commercio. «Acquistare a poco prezzo – è il giudizio della sindaca – significa andare una boccata d’ossigeno ai quali nuclei familiari socialmente più fragili. Il centro di riuso svolgerà anche una funzione di solidarietà sociale che è l’input forte che il Comune ha ricevuto per la sua realizzazione».

Come detto, il centro del riuso – costo 190.000 euro, dei quali la metà ottenuto dal Comune grazie alla partecipazione a un bando ad hoc Atersir che ne ha finanziato circa il 50% – nascerà di fianco all’isola ecologica. «Per motivi di risparmio – prosegue Malavasi – visto che il terreno è già di proprietà comunale e per ragioni logistiche: buona parte del materiale che verrà messo in vendita, infatti, sarebbe stato destinato allo smaltimento». E invece no, sarà selezionato – per scegliere solo le cose migliori– sanificato e messo in vendita. «Per accentuare il carattere sociale del progetto – conclude la sindaca – al centro per il riuso vorremmo impiegare personale proveniente dalla categorie protette o svantaggiate».

Complessivamente, tra progettazione e realizzazione, il centro vedrà la luce tra un anno. —

C.O.

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