Come preparare Fido e Micio alla Fase 2 dell’emergenza
L’esperto
OLGA PATTACINI*
Una battuta sostiene che dopo la clausura da Covid i professionisti che lavoreranno di più saranno i nutrizionisti, gli psicologi e gli avvocati divorzisti ma, visto le telefonate che ricevo, anche i veterinari che lavorano sul male di vivere degli animali, che molto spesso è lo specchio del nostro disagio.
Tra esseri umani e i nostri pelosi ci sono molti punti di contatto: siamo abitudinari e la capacità di adattamento alle nuove situazioni diminuisce con l’alzarsi dell’età, siamo animali da branco ma abbiamo bisogno che vengano rispettati i nostri spazi, non tutti i comportamenti del nostro gruppo familiare ci danno uguale piacere. Il problema che ora si sta prospettando, per noi e i pelosi, sarà come affrontare il post Covid.
I mici che hanno libero accesso al mondo esterno sono quelli che hanno beneficiato maggiormente di questo periodo poiché in casa c’è sempre qualcuno pronto a dispensare coccole ed aprire porte e finestre mentre fuori la diminuzione del traffico ha contribuito a salvare molte vite feline; i gatti obbligati a una vita strettamente di casa tireranno sicuramente un sospiro di sollievo per la pace e tranquillità riconquistata. Nessuno ha notato un aumento delle pipì oppure un leccarsi e grattarsi più insistente?
Maggiori difficoltà in ambito canino soprattutto i soggetti con un iper-attaccamento al proprietario che dovranno essere riabituati al distacco. Utilizziamo feromoni di tranquillità, nutraceutici ad azione ansiolitica, i consigli che ci darà il comportamentalista e cerchiamo di interrompere quel circuito malefico che alimentiamo più o meno inconsciamente: quanto il cane ha bisogno di noi rispetto al nostro bisogno di essere indispensabili per qualcuno? —
*Medico veterinario esperto in comportamento animale
della Fnovi
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