Dopo le gelate tardive 400 milioni di danni per le imprese agricole
REGGIO EMILIA
Le micidiali gelate tardive del 23 e 24 marzo e del 2 aprile hanno causato 400 milioni di danni all’agricoltura dell’Emilia-Romagna. È la stima della Regione, che corregge al rialzo le prime valutazioni fatte dalle associazioni di categoria. L’assessore regionale Alessio Mammi, ex-sindaco di Scandiano, chiede che le imprese agricole danneggiate possano usufruire del Fondo di solidarietà nazionale che presta aiuto in caso di calamità naturali o eventi atmosferici eccezionali. Il decreto legislativo 102 limita gli interventi a contributi che coprono fino all'80% del premio assicurativo o a compensazioni in denaro dei danni a colture non inserite nel piano assicurativo nazionale. Il gelo, arrivato fino a 5 o 6 gradi sotto zero in pianura, ha infierito soprattutto sui frutteti. Molti agricoltori, però, non si erano assicurati preventivamente a causa del coronavirus. Quindi non avrebbero diritto nè all'indennizzo assicurativo nè alla compensazione da parte del Fondo. Mammi chiede invece che lo Stato intervenga in deroga alla legge 102 per salvare «le imprese colpite che rischiano di vedere compromessa la loro attività». A tal fine ha inviato a Teresa Bellanova, ministro delle Politiche agricole, una lettera in cui spiega: «Pur essendo aperti i Condifesa (gli organismi assicurativi degli agricoltori), gli imprenditori erano impossibilitati a muoversi a seguito delle restrizioni imposte all’emergenza Covid-19. A ciò si aggiunge poi il fatto che molti agricoltori erano in quarantena e altri residenti nelle province di Reggio Emilia, Modena e Rimini e nel comune di Medicina erano in isolamento». A suo parere il soccorso è giustificato dalla lesività di queste gelate, riconosciuta anche da una circolare ministeriale del 23 marzo. La loro entità è stata sottolineata nel rapporto inviato al Ministero dall'Agenzia regionale per la protezione ambientale, che attribuisce la gravità dei danni all'avanzato stato di vegetazione dovuto alla mitezza dell'inverno. Sono coinvolte le province di Reggio, Modena, Bologna e della Romagna. Le segnalazioni dei danni saranno raccolte fino ai primi di maggio. Sulla base di quelle finora pervenute da parte 6mila imprese sulle 9mila interessate si stima una superfice frutticola colpita di 48mila ettari, con danni che variano dal 30% nel caso di mele e pere, per arrivare fino al 90% per le albicocche. «Si può stimare – riferisce Mammi – un danno di 400 milioni, che si aggiunge a quelli già rilevanti verificatisi lo scorso anno con la cimice asiatica». —
L.S.
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