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«Funerale in sfregio all’emergenza Il Comune condanni quanto è accaduto»

«Funerale in sfregio all’emergenza Il Comune condanni quanto è accaduto»

Agende Rosse e Libera chiedono chiarezza al Comune «Non basta la lettera anti-’ndrangheta inviata ai cittadini»

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BRESCELLO

Un gesto grave che deve essere condannato dall’amministrazionale comunale.

È quanto chiedono – con una nota congiunta – il movimento Agende Rosse “Rita Atria” di Reggio Emilia e Provincia e il coordinamento Libera Reggio Emilia, riaccendendo i fari su quanto avvenuto al funerale di Paolo Pucci, suocero 85enne di Francesco Grande Aracri (quest’ultimo è fratello del boss Nicolino). Una presa di posizione da parte delle due associazioni antimafia che risulta particolarmente significativa, perché entrambe fanno parte della Commissione Legalità istituita dal Comune di Brescello, quindi in costante monitoraggio su quanto avviene in uno dei territori più a rischio ’ndrangheta della nostra provincia. «La protervia della ’ndrangheta non si ferma neanche di fronte al Coronavirus. Infatti alle esequie di Paolo Pucci, suocero di Francesco Grande Aracri, i familiari – entrano nel merito Agende Rosse e Libera – hanno ignorato i numeri previsti per queste circostanze dalle ordinanze, con l’aggravante che due dei presenti erano positivi al Covid-19. In merito al funerale svoltosi a Brescello e di cui abbiamo appreso notizia dai media, riteniamo oltraggioso l’atteggiamento di chi, in sfregio a regole e decreti, ha creato assembramento, violato la quarantena e messo a rischio l’incolumità di altre persone. Il nostro plauso va invece alle forze dell’ordine che in questo momento difficilissimo, oltre alla regolare attività di presidio del territorio, cercano di far rispettare quei basilari atteggiamenti necessari al benessere della collettività. Il pensiero va a chi, tanti, e non solo per il Coronavirus, hanno subìto delle perdite in questo periodo, ma, rispettosi delle indicazioni date dalle autorità competenti per la salute di tutti, si sono attenuti alle indicazioni ricevute, evitando assembramenti e tenendo una dimensione privata per il dolore e il lutto subito». Poi le riflessioni di Agende Rosse e Libera puntano decisamente verso il municipio: «In questo momento di crisi e di bisogno, l’amministrazione comunale è stata intervistata dalle tv locali in merito alla lettera spedita dalla stessa ai cittadini brescellesi, invitandoli a non rivolgersi alla criminalità organizzata ma bensì al Comune. Chiediamo a questa stessa amministrazione di esprimere una posizione chiara, netta e senza sconti su questo episodio, in modo che i cittadini possano essere sicuri che in questo comune le regole si rispettano senza alcuna eccezione. L’amministrazione comunale prenda posizione condannando fermamente l’accaduto, senza mezzi termini».

Per quel funerale, due familiari positivi al virus sono stati denunciati dall’Arma per epidemia colposa ed altri 13 partecipanti al funerale per aver violato il decreto sugli spostamenti. —

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