Gazzetta di Reggio

Reggio

I decessi crescono e dopo sei giorni arrivano al totale dei pazienti guariti

Leonardo Grilli
I decessi crescono e dopo sei giorni arrivano al totale dei pazienti guariti

Con altri 11 morti annullato il vantaggio raggiunto il 14 aprile Calano invece di un terzo i nuovi contagiati, 4.368 in tutto

4 MINUTI DI LETTURA





reggio emilia

Il 14 aprile era stata, per Reggio Emilia, una data a suo modo storica dal punto di vista della lotta al Coronavirus. Per la prima volta dall’inizio dell’epidemia il totale dei pazienti reggiani guariti aveva superato il numero dei morti complessivi: 391 decessi contro 400 guarigioni. Un vantaggio che da molti era stato visto come l’inizio della risalita ma che ieri, dopo solo sei giorni, è stato nuovamente annullato. I due dati, simboli di dolore l’uno e di sofferenza l’altro, sono nuovamente in parità.



Partendo dai contagiati, fra le 12 di domenica e le 12 di ieri sono stati 34 i nuovi reggiani trovati positivi al Covid 19. Circa un terzo in meno rispetto al giorno precedente anche se, ormai è noto, l’andamento di questo dato è assai altalenante. Dei nuovi pazienti (4.368 quelli totali) 29 sono stati mandati in isolamento domiciliare (3.166 nel complesso) e 5 sono invece ricoverati in reparti Covid (1.109 in totale). Sempre fermo a 75 il numero delle persone attualmente in terapia intensiva.

Sale invece a 456 la quota delle persone che hanno sconfitto il Coronavirus. Sale sì, ma non abbastanza. Con undici nuovi decessi (12 secondo i dati forniti dalla Regione, ma queste piccole discrepanze nei conteggi capitano non di rado) il totale delle vittime (455) ha di fatto raggiunto ancora quello delle guarigioni.

Gli undici reggiani deceduti fra domenica e ieri, cinque donne e sei uomini fra i 60 e i 90 anni, erano residenti a Bibbiano, Carpineti, Castelnovo Sotto, Guastalla, Poviglio, Quattro Castella, Rolo, San Polo d’Enza, Sant’Ilario, Vezzano e Villa Minozzo. Nessun decesso – ed è una delle rare volte che accade dall’inizio del contagio – fra i residenti del Comune capoluogo. Così come restano fermi a tre i territori reggiani che, fortunatamente, contano zero decessi fra i loro abitanti: Canossa, Vetto e Viano.



Guardando invece all’Emilia-Romagna, sono 22.867 i casi di positività al Coronavirus, 307 in più rispetto a domenica su 4.164 test effettuati (129.530 in totale). Calano le persone in isolamento a casa, cioè quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi: complessivamente 9.141, 63 in meno. Sono invece 283 i pazienti in terapia intensiva, sei in meno di domenica, e diminuiscono anche quelli ricoverati negli altri reparti Covid-19, 22 in meno.

Le persone complessivamente guarite salgono a 6.266, 281 in più, di cui 2.162 asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione e 4.104 guarite a tutti gli effetti perché risultate negative in due test consecutivi. Purtroppo, si registrano ancora 56 nuovi decessi (arrivati complessivamente in Emilia-Romagna a 3.079): 25 uomini e 31 donne.

Le vittime, oltre alle 11 reggiane, erano 12 residenti nella provincia di Piacenza, 6 in quella di Parma, 8 in quella di Modena, 8 a Bologna, 3 in quella di Ferrara, una in provincia di Ravenna, una a Forlì-Cesena (nel cesenate) e 5 nella provincia di Rimini. Per quanto riguarda invece i nuovi casi di positività sul territorio, Reggio abbandona nuovamente la posizione di provincia con l’incremento più forte in regione: sono 3.393 i positivi a Piacenza (24 in più rispetto a domenica), 2.887 a Parma (74 in più), 3.411 a Modena (21 in più), 3.466 a Bologna (81 in più), 356 a Imola (1 in più), 787 a Ferrara (16 in più). In Romagna sono complessivamente 4.215 (56 in più), di cui 934 a Ravenna (8 in più), 821 a Forlì (10 in più), 614 a Cesena (10 in più) e 1.846 a Rimini (28 in più).



Durante il video aggiornamento quotidiano su Facebook, ieri il commissario regionale Sergio Venturi è tornato a parlare di riaperture possibili e prossimi scenari. E, dopo aver criticato chi si prodiga in spericolate previsioni, ha spiegato che attualmente l’Emilia-Romagna si trova «in una condizione fra il semaforo giallo e il verde. E ci auguriamo che quel verde arrivi il prima possibile, anche se sappiamo che non sarà uguale da Piacenza a Rimini».

Ma nonostante questo, ha però precisato Venturi, «non credo che riapriremo prima una provincia piuttosto che un’altra. Non sarebbe una buona idea così come non lo sarebbe riaprire basandosi solo sul numero dei contagi. Mi auguro che il 29 maggio la regione sia larghissimamente fuori dall’emergenza Covid, poi vedremo cosa accadrà». —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google