Immobili, affitti, imposte Dateci gli strumenti per riprendere a correre
La presidente di Confedilizia Reggio risponde all’appello del vescovo Camisasca «Operare insieme su tre fronti: locazioni, ristrutturazioni e compravendite»
La presidente di Confedilizia di Reggio Emilia risponde all’appello del vescovo Massimo Camisasca che la Gazzetta ha pubblicato domenica 5 aprile.
annamaria terenziani
Il vescovo di Reggio, monsignor Massimo Camisasca, ha chiamato Confedilizia, quale Associazione dei Proprietari di Casa, ad aderire all’appello per far ripartire la città sulla base di progetti concreti e creando opportunità di lavoro.
Per far ripartire questo settore, strategico per l’economia e denominatore costante dei periodi più floridi della nostra società, occorre operare su almeno tre fronti: locazioni, ristrutturazioni e compravendite.
1.Il settore della locazione ripartirà se vi sarà flessibilità nella normativa sulla durata delle locazioni commerciali e sulla modulazione del canone nel tempo. La normativa sulle locazioni commerciali risale al 1978, legge che oggi più che mai descrive e disciplina un altro mondo. Vincolare i contratti alla durata di 12 anni e per di più senza la possibilità di prevedere una modulazione dei canoni in relazione alla durata (maggiore o minore) o alla stagionalità dell’attività vuol dire non volerla incentivare. Se a ciò si aggiunge che:
- i canoni di locazione non percepiti sono ugualmente tassati e quindi il proprietario paga le tasse anche se non ha percepito alcun reddito dalla locazione ;
- la cedolare secca nelle locazioni commerciali (tassazione fissa al 21%) è valsa solo per i contratti stipulati nel 2019 e quindi solo in quell’anno i proprietari, a fronte di una minor tassazione, hanno potuto ridurre i canoni;
- nelle locazioni abitative Confedilizia deve combattere ogni anno per la sua riconferma, allora la miopia delle istituzioni è chiara.
Nel frattempo e per tutta la durata del periodo emergenziale, occorre estendere il credito d’imposta, previsto dal “Cura Italia” per gli utilizzatori di immobili colpiti dalla chiusura forzata (ora limitato ai negozi) a tutte le asset class non residenziali (laboratori, capannoni, magazzini, palestre ecc.), se hanno corrisposto il canone dovuto. Altrimenti, se il canone non fosse stato nel frattempo pagato, tale credito d’imposta dovrà andare alle proprietà. Attribuire il credito di imposta al proprietario o all’inquilino evidentemente non implica nuova spesa – e quindi non richiede una specifica copertura finanziaria – poiché si riconosce solo ad una delle parti del rapporto locativo, quella effettivamente danneggiata.
2.Il settore dell’edilizia ripartirà ma occorre confermare i bonus fiscali da subito anche per il prossimo anno.
In realtà il rinnovo, a volte parziale e talora a diverse condizioni, comunicato sempre a fine anno, non ha mai consentito una pianificazione di interventi di grande respiro, per lo più limitati a ciò che si sarebbe potuto eseguire in pochi mesi. Occorre stabilizzare gli incentivi per le ristrutturazioni, le riqualificazioni energetiche, la sicurezza degli edifici (il sismabonus scadrà nel 2021).
3.Far nascere il mercato di sostituzione, con le permute tra la propria casa vecchia ed una nuova. Ciò, sulla base di provvedimenti nazionali, quali la sospensione per 5 anni dell’imposta di registro sulla vendita alla società costruttrice dell’alloggio vecchio a deconto del prezzo del nuovo, o sulla base di provvedimenti locali, quali l’esenzione dall’Imu per cinque anni dall’acquisto.
Non è prevedibile, infatti, in questo quadro di debolezza delle famiglie italiane, la possibilità di rilanciare a breve qualsiasi altro mercato residenziale che non sia, appunto, quello di sostituzione.
Il meccanismo avrebbe plurimi vantaggi: creare produzione, occupazione, recupero dell’esistente degradato o utilizzo dell’invenduto, risparmio energetico e qualità della vita per i nuovi occupanti.
Come ripete il sindaco in ogni quotidiana diretta “ne usciremo e ne usciremo insieme”. Ne sono convinta anch’io.
Per questo insieme dovremo farci promotori affinché le Istituzioni nazionali, necessariamente coinvolte nei progetti di ampio respiro, accolgano le proposte sin qui emerse che provengono da un territorio laborioso, non avvezzo ad attendere gli aiuti altrui (piuttosto siamo i primi a darli), ma dobbiamo avere gli strumenti per riprendere a correre. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
