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Khalil bloccato in Marocco «Fanno partire solo gli italiani»

L.t..
Khalil bloccato in Marocco «Fanno partire solo gli italiani»

L’artigiano ormai da un mese sta cercando di tornare, la denuncia della figlia «Ha doppia cittadinanza ma è discriminato anche rispetto agli europei»

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Si trascina ormai dal 23 di marzo, da quasi un mese, la situazione che vede l’artigiano casinese Khalil Belhamra bloccato in Marocco, con il viaggio di ritorno con il traghetto più volte bloccato e rinviato, con motivazioni spesso inconsistenti, nonostante Khalil sia in possesso da tanti anni della doppia nazionalità, italiana e marocchina, e qui in patria abbia la moglie e 6 figli, dei quali due ancora minorenni.

«La situazione è ancora bloccata – spiega la figlia Mariam, che sta cercando di seguire le pratiche per il rientro – ma più che altro è estremamente intricata e mostra delle visibili discriminazioni verso chi come mio padre ha doppia nazionalità rispetto non solo ad altri italiani, ma anche a cittadini europei». Una situazione intricata che aveva visto, in precedenza, la compagnia di trasporti nautici Grandi navi veloci annullare il viaggio che era stato prenotato per il 7 aprile, con la motivazione, da parte di Gnv, senza troppi giri di parole, che era riservato solo a cittadini italiani. Nonostante lui lo sia.

«Dopo quell’annullamento – prosegue la figlia – che era stato palesemente discriminatorio, avevamo spostato il biglietto al 20 aprile, peraltro con un sovrapprezzo che non abbiamo potuto far altro che pagare. Nel frattempo mi sono attivata comunicando con l’onorevole Erasmo Palazzotto della commissione Affari esteri. Il 16 ho telefonato a Grandi navi veloci per avere la sicurezza che stavolta non ci fossero problemi, e mi è stato invece risposto che la tratta Tangeri- Genova era stata annullata. Subito dopo mi è arrivata una mail con un coupon per l'annullamento del biglietto e lo spostamento al 9 maggio».

Ma in realtà la cosa si complica ulteriormente: «Attraverso messaggi di altre persone con cui siamo in contatto perché anche loro in gravi difficoltà con il rientro dal Marocco, sono venuta a sapere – continua la donna – che a una serie di passeggeri è stata invece confermata per messaggio la partenza il 20: cittadini italiani, o di altri Stati Ue. Anche una mia amica, italiana, sposata con un ragazzo marocchino che non ha la doppia nazionalità, ha avuto la conferma del rientro insieme al marito grazie al fatto che lei fa il viaggio insieme a lui».

Conclude Mariam: «Ormai non so più quante volte ho telefonato al Consolato italiano a Casablanca, all’Ambasciata a Rabat, ma nessuno riesce a risolvere la situazione: è chiaro che le autorità marocchine stanno sbagliando, trattenendo decine di persone che avrebbero il diritto di rientrare, ma anche le autorità italiane non si stanno muovendo abbastanza per sbloccare la situazione. Una volta ricevuta conferma che a diversi viaggiatori era stato confermato il viaggio del 20 ho chiesto spiegazioni, e mi è stato semplicemente risposto che mio padre non era presente nella lista delle persone autorizzate. Questa cosa sta diventando un incubo, a casa abbiamo bisogno di lui». —

L.t..

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