Gazzetta di Reggio

Reggio

La Sanità va gestita dallo Stato 

Un vademecun per le famiglie dopo il Covid-19

Mauro Bortolani

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la lettera

Mauro Bortolani

“Guardate i veri eroi di questi giorni” lo ha detto Papa Francesco poco tempo fa. Le famiglie reggiane, alla ripresa della vita normale (si spera) il prossimo autunno, potranno tener conto – se credono – di alcuni principi ( e non solo investimenti materiali) che potrebbero incentivare la rinascita, più equa e meno arrembante senza ricadere nei soliti errori.



Rifuggendo da condoni o sanatorie, il tempo che si prospetta sarà quello del rigore negli adempimenti fiscali, e quindi le famiglie dovranno auspicare l’inflessibilità contro l’evasione fiscale e fare buon viso anche all’imposta patrimoniale che – a partire da un reddito annuo equo – dovrà essere progressiva in modo corretto sulla base dell’art. 53 della Costituzione. Allo stesso modo l’IRPEF dovrà prevedere diversi scaglioni di aliquote in più e non limitarsi al 43% sui massimi redditi. Sono d’accordo le famiglie reggiane per mobilitarsi a favore di chi sostiene questa tesi?



Esse vanno tutte ricondotte allo Stato, come già l’Enel e le Ferrovie. In particolare il sistema sanitario con tutte le sue strutture, anche se gestito dalle regioni, dovrà ritornare integralmente sotto le linee guida dello Stato, che ne dovrà determinare le caratteristiche, i fini, le prospettive. Così dicasi per le maggiori industrie farmaceutiche, le quali dovranno essere in grado di agire rapidamente nell’interesse generale e quindi dovranno avere una struttura di controllo pubblica. In sostanza occorre ridare forza agli art. 41 e segg. della Costituzione, anche operando gli espropri necessari. Il controllo del Parlamento su queste aziende, e quindi dei cittadini, sarà sempre più auspicabile di un controllo di un singolo imprenditore. Sono concordi le famiglie reggiane su questa ipotesi e quindi si sentono di sostenerla nelle sedi politiche e amministrative competenti?



Verificato a nostro danno che non è necessario possedere un’auto a testa per scorrazzare giorno e notte sulle nostre strade, ma che invece occorre un sistema di trasporti pubblici efficiente e generale, con le eventuali gratuità necessarie. Così come non è indispensabile percorrere freneticamente il globo terrestre in tutte le direzioni, magari per prendere il caffè a Londra e cenare a Vienna. Né è indispensabile mandare figli minorenni in Australia o India per frequentare un anno delle scuole superiori, perché basta assecondare le loro aspirazioni, con un rispetto e un approccio maggiori per la cultura in tutte le sue espressioni a portata europea.



È altrettanto indispensabile moderare l’uso del territorio e dell’ambiente per soddisfare le proprie esigenze voluttuarie, rivalutando l’utilizzo del territorio, dei luoghi, della cultura, dei prodotti, della natura del proprio paese, auspicando regole in questo senso da parte di amministratori e politici e verificando le azioni conseguenti, senza tema di levare la propria voce nei casi di difformità. Questo non significa autarchia, ma valorizzazione di ciò che merita di essere conservato per i posteri e che magari è sotto i nostri occhi inconsapevoli.



Le famiglie reggiane non dovrebbero mai sottovalutare o ignorare i problemi del proprio paese e della propria città, come è capitato quando si preferiva la gita al mare nel giorno delle elezioni o del referendum. Occorre invece un interessamento costante e il più possibile approfondito su ogni problema di carattere generale e per questo vanno contattati e interessati i personaggi politici che rappresentano il territorio. Solo così potranno essere incoraggiati i comportamenti attivi e responsabili di chi è preposto alla cura e alla gestione dei beni collettivi e potranno sentirsi emarginati solo i profittatori. Saranno disposte le famiglie reggiane ad abbandonare l’inedia, l’assenteismo e la noncuranza, che viene poi a costare all’intera collettività ?



Benché siano già presenti forme lodevoli di solidarietà economica e sociale, sono gli aspetti di egoismo e grettezza, come ad esempio l’aumento dei prezzi dei generi indispensabili nel momento del bisogno, a rendere difficile la vita a tanti esseri umani. Il rimedio non è infatti semplicemente quello caritativo ( anche se necessario, lodevole e apprezzabile), ma il bisogno di uguaglianza e di pari dignità tra tutti gli esseri umani che deve essere imposto da ogni norma esistente per consentire una vita collettiva apprezzabile. Questo deve essere un impegno primario delle famiglie reggiane.

Ecco alcuni esempi della prospettiva che le famiglie reggiane dovranno affrontare se e quando usciremo da questa tragica esperienza. —





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