Gazzetta di Reggio

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Prove di ripartenza 

Dopo lo stop totale ora la Kohler si rimette in marcia a ranghi ridotti

Luigi Vinceti
Dopo lo stop totale ora la Kohler si rimette in marcia a ranghi ridotti

Il 20% delle maestranze accede da giorni alla fabbrica Si lavora ai gruppi elettrogeni e ai congegni per l’agricoltura 

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REGGIO EMILIA

Dopo un paio di settimane di pressoché totale inattività, una delle principali aziende meccaniche reggiane, la Kohler Lombardini, sta gradualmente rimettendosi in marcia.

L’interruzione del lavoro, comunicata all’inizio di marzo ai 650 dipendenti con una lettera del presidente Vincenzo Perrone (niente trasferte, interrotti meeting e iniziative formative), sta infatti lasciando il posto ad alcuni inderogabili impegni.

Circa il 20% delle maestranze da diversi giorni accede infatti alla fabbrica per assolvere al compito di produrre motori destinati ad azionare gruppi elettrogeni che animano macchine molto spesso insostituibili per la vita stessa degli abitanti di numerosi Paesi esteri.

Prima di rimettersi in moto, è stato naturalmente chiesto il via libera alla Prefettura, che non ha fatto obiezioni, documentando sia le precauzioni messe in atto sia il dettaglio organizzativo dell’operazione.

Da lunedì ha poi ripreso il lavoro anche un altro analogo contingente di operai e tecnici, impegnati nella creazione di congegni per il comparto agricolo, un settore che risulta sempre più in ansia per la doverosa ripresa dell’attività nei campi e in particolare nei vigneti. Così come sono nel frattempo in azione le spedizioni di ricambi e l’assistenza tecnica in via telefonica dei clienti.

Stop totale invece nella produzione di motori di locomozione dei veicoli.

In attesa che tutto si rimetta in marcia, è stata frattanto adottata obbligatoriamente la prassi dello smart working per il personale impiegatizio che si alterna e, come qualche dirigente, può solo occasionalmente varcare i cancelli dello stabilimento di via Adelmo Lombardini.

Dove, nel frattempo, è stata effettuata settimanalmente la sanificazione di tutti gli spazi lavorativi.

Ogni precauzione dettata dal protocollo di sicurezza – garantisce il responsabile della comunicazione, dottor Nino De Giglio – viene costantemente rispettata, a cominciare dalla quotidiana misurazione della temperatura, da parte di personale della Croce Verde, di tutti coloro che varcano i cancelli d’ingresso dello stabilimento. Per proseguire con la dotazione di mascherine protettive, l’uso di gel per pulire le mani e il rispetto delle distanze che internamente è facilitata dalla collocazione dalle catene di montaggio e dei numerosi macchinari recentemente rinnovati.

Qualche difficoltà permane purtroppo per i ritardi che si lamentano sul fronte delle forniture di accessori importati da alcuni fornitori stranieri, che solo in parte vengono compensati dalla ripresa della operatività cinese ormai uscita dall’emergenza.

Chiusura totale infine dei punti di ristoro interni. Sono ferme le cucine delle mense e non sono in funzione nemmeno le macchinette per gustare un semplice caffè. Chi vuole alimentarsi deve aspettare il turno di rientro nella propria abitazione o portarsi il cibo direttamente da casa.

Si opera dunque con tutte le cautele necessarie sperando che il Covid-19 finisca il più presto possibile senza fare ulteriori danni alle persone oltre che all’economia di mezzo mondo. Fortunatamente si riesce a intravvedere qualche spiraglio di luce grazie, in questo caso, all’operosità di manager e operai di aziende reggiane. —


 

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