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Consiglio comunale 

Il Pd alla fine si sfila e decide di non votare la mozione sul piano proposto dal vescovo

Roberto Fontanili

Bassi di Forza Italia chiedeva di recepire l’appello di Camisasca. Il documento passa con i voti della sola opposizione

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Roberto Fontanili

REGGIO EMILIA

Il Pd si è sfilato e non ha partecipato al voto sulla mozione presentata dal consigliere Claudio Bassi di Forza Italia con la quale chiedeva al sindaco e alla giunta «di recepire e condividere l’appello alla città del vescovo Massimo Camisasca per un piano straordinario di investimenti da attivare non oltre settembre 2020», in risposta all’emergenza Coronavirus.

I consiglieri del gruppo Pd hanno precisato «di essere presenti alla discussione ma di non partecipare al voto». Se avessero invece deciso di far mancare il numero legale avrebbero dovuto scollegarsi dalla videoconferenza. La mozione è dunque passata.

Ma al di là degli aspetti tecnici legati al voto, la posizione del Pd aveva fatto pensare a una scelta forzata dovuta a una spaccatura interna al gruppo Pd tra i favorevoli a votare la mozione e quelli che invece erano contrari. Versione che è stata smentita dal capogruppo Pd Gianluca Cantergiani, che ha invece sostenuto che «tutti consiglieri Pd si sono detti concordi nel non prendere una posizione di contrarietà all’appello del vescovo, ma al tempo stesso di non ritenere opportuno trasformare il suo intervento in un documento di discussione politica tradizionale».

Come a dire che il gruppo Pd non ha voluto mettere il “cappello politico” sul discorso di Massimo Camisasca. «Anche perché – aggiunge Cantergiani – il documento è stato inviato a tutti i capigruppo in sala Tricolore e sulla mia posizione hanno concordato tutti i consiglieri. Compresa Paola Ferretti, che per errore si era astenuta al momento del voto e poi ha corretto la sua votazione».

Anche il sindaco Luca Vecchi non è voluto entrare nel merito della decisione del gruppo consigliare Pd, limitandosi a ricordare di aver già risposto pubblicamente al vescovo proprio dalle colonne del nostro giornale. «Da parte mia come capogruppo Pd – continua Cantergiani dopo aver richiamato la risposta pubblica del sindaco – sto preparando una risposta al nostro vescovo come già anticipato alla Curia. Il monsignore ha parlato alla città su temi come la povertà, la fragilità, la sofferenza anche partendo dai servizi che la Curia eroga a chi ha bisogno e delle risposte che arrivano dalla mensa del vescovo e la Caritas. Personalmente ritengo che sia utile un ulteriore coordinamento e condivisione tra ciò che fa l’amministrazione comunale e la curia per dare una risposta complessiva e a maggior ragione ritengo che il vescovo abbia fatto bene a fare un appello». Poi nel tentativo di smorzare i toni e mettere in sordina eventuali polemiche future nel Pd sottolinea di «non ritenere l’intervento di Camisasca un’invasione di campo ma di averlo accolto come un invito ad un impegno comune di tutta la città».

Da ultimo il capogruppo Pd ritiene che il consigliere Claudio Bassi abbia legittimamente portato in discussione temi che ritiene a lui vicini. «Io – chiosa – non lo avrei fatto, ma ciò non toglie che la scelta di Bassi rientri legittimamente nelle azioni che ogni consigliere può svolgere in consiglio comunale». Tornando infine sulle modalità del voto del gruppo consiliare Pd nel consiglio di lunedì scorso, il capogruppo rimarca come «i consiglieri si stiano abituando alle videoconferenze, ma ciò di cui si sente la mancanza è l’aspetto ambientale e il non poter vedere gli altri colleghi quando si interviene, perché non solo in politica la comunicazione non verbale è fondamentale. Ma grazie al lavoro del presidente del consiglio Matteo Iori siamo dotati di tutti gli strumenti che ci consentono di far andare avanti la macchina comunale nonostante l’emergenza sanitaria». —

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