“La mafia condiziona” Quattro anni fa il commissariamento
Lo scioglimento del Comune di Brescello è stato deciso il 20 aprile 2016. I mesi precedenti avevano visto le dimissioni di alcuni consiglieri e assessori, sino ad arrivare all’addio del primo cittadino Marcello Coffrini.
La proposta di scioglimento era stata avanzata dall’ex prefetto di Reggio, poi vagliata dal ministro Alfano. Raffaele Ruberto aveva inviato il fascicolo prodotto dalla commissione di accesso agli atti che per sei mesi aveva lavorato all’interno del municipio della Bassa, alla ricerca di eventuali condizionamenti malavitosi. Nella relazione della commissione si faceva riferimento a dipendenti comunali assunti con contratti a tempo determinato che sarebbero riconducibili alla famiglia Grande Aracri. Si parlava di appalti e subappalti non del tutto chiari e di cambi di destinazione d’uso di terreni (il riferimento in questo caso riguarda il quartiere chiamato Cutrello).
Il sindaco eletto Marcello Coffrini, dimessosi il 30 gennaio 2016 ha lasciato il posto prima al viceprefetto vicario di Parma Formiglio, nominato commissario in attesa delle decisioni del Governo, poi a una commissione a tre: lo stesso Formiglio, Oriolo e Di Matteo quando lo scioglimento è diventato realtà.
Le elezioni comunali nell’11 giugno 2018: è stata eletta sindaca Elena Benassi della lista civica “Brescello che Vogliamo”. —
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