La produzione di mascherine inizierà anche alla Pulce
È uno dei progetti presentati dalla sezione emiliana dell’associazione: già arrivati e distribuiti 750 dispositivi per la protezione individuale
REGGIO EMILIA
Mascherine per le forze dell’ordine e per le case di riposo, unite a un progetto per far produrre i dispositivi di protezione ai detenuti reggiani. Sono diverse le attività solidali messe in campo in queste settimane dalla sezione emiliana di Gens Nova, associazione nazionale con sede centrale a Bari da tempo attiva anche nel Reggiano, dove pochi mesi ha organizzato eventi per sensibilizzare sulla violenza contro le donne. Grazie agli sforzi del presidente nazionale Antonio Maria La Scala, conosciuto penalista pugliese, a Reggio sono arrivate 750 mascherine chirurgiche; una parte è stata donata a livello personale da Gianpaolo Gottardi, presidente dei volontari della sicurezza di protezione civile e socio dell’Anfi, l’associazione nazionale dei finanzieri. E proprio la Guardia di Finanza ha fatto da tramite locale. Nei giorni scorsi, cento dispositivi di protezione sono stati consegnati alla polizia municipale di Reggio Emilia da parte del colonnello Edoardo Moro, comandante della Guardia di Finanza reggiana e dal colonnello Vito Andrea Zaccaria, presidente della sezione locale dell’Anfi. La distribuzione ha coinvolto diverse realtà.
Trecento mascherine sono state divise fra tre case protette, la residenza Sartori a San Polo d’Enza, l’hospice Madonna dell’Uliveto a Montericco di Albinea e al Don Cavalletti di Poiago di Carpineti. Quanto alle altre duecentocinquanta mascherine: cento sono state destinate al comando provinciale dei carabinieri di Reggio Emilia, cinquanta alla stazione dei carabinieri di Carpineti e cento al distaccamento della polizia stradale di Castelnovo Monti. Le ultime cento mascherine sono state inviate al carcere di via Settembrini, primo passo di un progetto più ampio.
I dispositivi di protezione sono state consegnate al commissario capo Rosa Cucca, degli istituti penitenziari cittadini. Con la dirigente della struttura detentiva, annunciano i volontari di Gens Nova, «sarà intrapresa un’iniziativa che permetterà la produzione di mascherine da parte dei detenuti». Alcune delle persone oggi rinchiuse alla Pulce potrebbero venir impiegate nella realizzazione degli strumenti sanitari oggi diventati fondamentali, in un progetto che unirebbe una parte sociale di coinvolgimento all’esigenza urgente del periodo. Gens Nova è da tempo operativa anche a Reggio, dove a febbraio ha organizzato un momento formativo per gli studenti del liceo Matilde di Canossa su bullismo e cyberbullismo, seguito dalle testimonianze di Giuliana Reggio e Fabiano Filianti, mamma e fratello di Jessica Filianti, vittima di femminicidio uccisa nel 1996 a Reggio Emilia. —
Adr.Ar.
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