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P&G, sciopero per la sicurezza poi c’è l’accordo sul protocollo

Elisa Pederzoli
P&G, sciopero per la sicurezza poi c’è l’accordo sul protocollo

Tre casi di Covid accendono la mobilitazione dopo giorni di attesa delle risposte Solo la Cgil si ferma: «Ora sì ai turni omogenei e al comitato di sorveglianza»

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Elisa Pederzoli

GATTATICO

Cinque turni di sciopero – con una adesione giudicata buona dalla Filctem-Cgil – e una trattativa che si è risolta soltanto nel cuore della notte, tra lunedì e ieri. Alla Procter & Gamble di Gattatico è stato un fine settimana di mobilitazione, quello appena concluso. Al centro del confronto, il protocollo sanitario legato all’emergenza Covid.

LO SCIOPERO

A far scattare lo sciopero – proclamato dalle sole Rsu di Cgil – è stata la comunicazione arrivata alla fine della settimana scorsa da parte dell’azienda della presenza di tre casi di Covid positivi, tra i lavoratori. Una notizia che in un periodo di alta tensione emotiva come questo è diventato la molla che ha spinto all’agitazione.

«Lo sciopero è partito venerdì pomeriggio – spiega Vittorio Venezia, segretario provinciale di Filctem-Cgil – L’azienda, per legge e come da prassi, ha comunicato ai propri lavoratori la presenza di tre casi e da lì è scattata una preoccupazione comprensibile. Inoltre, da due settimane si attendevano dall’azienda risposte su una serie di punti sollevati dalle Rsu per rafforzare il protocollo di contenimento della diffusione e queste non arrivavano. Da lì, è partito lo sciopero».

A proclamarlo le Rsu della Filctem-Cgil, che all’interno dello stabilimento ha la maggioranza. Femca-Cisl non ha aderito, giudicando il protocollo di sicurezza attivo da circa un mese come significativo e frutto di un investimento importante.

«Questa è un’azienda che non si è mai fermata, perché producendo igienizzanti rientra nelle produzioni di prima necessità. Dal 17 marzo, dunque per tempo, ha un protocollo. Inizialmente hanno ridotto le linee di produzione, poi si sono riorganizzati, sempre con un medico presente in azienda. Un investimento importante» spiegano dalla Femca-Cisl, per spiegare perchè non hanno aderito a uno sciopero. Per loro quanto accaduto venerdì è stata soprattutto una «incomprensione» in un momento emotivamente delicato.

L’ACCORDO

Sul fronte della Filctem-Cgil, però, ritengono che lo sciopero abbia dato i suoi frutti. Tanto che ieri mattina è stato sospeso dopo che la trattativa ha portato a quelli che definiscono importanti risultati.

«Chiedevano un comitato di sorveglianza: ovvero, un ruolo attivo nella verifica dei comportamenti degli stessi lavoratori, come il mantenimento della distanza di sicurezza che è una indicazione, ma è chiaro che ciascuno di noi deve fare la propria parte. Chiedevano che la sanificazione venga fatta ogni fine turno e che i turni vengano organizzati per gruppi omogenei. Tutte misure atte alla riduzione del rischio contagio – spiega Venezia – Cose che nel tavolo che è andato avanti fino a tarda ora con Rsu, Rls e direzione aziendale sono state accordate. Un’altra cosa importante è che l’azienda non appena ci saranno le modalità certificate dalla Regione, si è impegnata a far fare i test a tappeto per tutti. Una misura importante che si aggiunge a quelle che già sono in corso attualmente, come la misurazione della temperatura in ingresso e in uscita».

Sono circa 300 i lavoratori dell’importante stabilimento sotto il nome della grande multinazionale. Un comparto che da quando è scattata in Italia l’emergenza Coronavirus, non si è mai fermato: i prodotti di Procter & Gamble rientrano sotto la dicitura di “prima necessità”. Anzi, semmai la domanda è ulteriormente aumentata, quale è quella dei prodotti per la disinfezione e non solo.

«Però – racconta il sindacalista della Cgil – attualmente, circa il 30% dei lavoratori è a casa. Tutti quelli che possono essere in smart working vengono fatti lavorare a casa; ci sono molto assenze dovute anche alla richiesta di congedi parentali, ferie e malattie. È chiaro che questo mentre la produzione chiede di essere aumentata per l’aumento della domanda, pesa nell’organizzazione». —

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