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Preoccupazione per la situazione sanitaria fra i ruderi delle Reggiane

A.M.
Preoccupazione per la situazione sanitaria fra i ruderi delle Reggiane

Cento stranieri vivono in mezzo al degrado dove il distanziamento sociale è impossibile 

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IL CASO SOCIALE

Non poca è la preoccupazione legata alla situazione sanitaria delle cento persone straniere che vivono nelle vecchie Reggiane. L’obbligo di mantenere il distanziamento sociale ha ben poche possibilità di essere rispettato in una condizione di totale promiscuità quale è quella che si incontra negli uffici diroccati delle officine, dove da un pezzo hanno trovato sistemazione, in condizioni igieniche difficili da descrivere, queste decine di africani (non tutti giovanissimi) usciti dai percorsi di protezione per i richiedenti asilo o semplicemente privi dei mezzi minimi di sostentamento. Fra di loro, anche alcune donne. È evidente come la presenza di tante persone in un ambiente ristretto e malsano costituisca un serio pericolo per loro stesse ma anche per chiunque all’esterno delle Reggiane possa venire inconsapevolmente in contatto con loro.

Da tempo all’interno delle Reggiane operano alcuni volontari e operatori e, fino a quando è stato possibile, il sabato pomeriggio veniva celebrato un incontro religioso in una chiesa ricavata da materiali di recupero in uno degli ambienti più spaziosi. Da quando è iniziata l’emergenza Covid, ovviamente di celebrazioni religiose non ce ne sono più state, però chi operava con questi stranieri ha potuto farlo attraverso il materiale sanitario di protezione fornito da una Fondazione milanese.

Solo pochi giorni fa però uno di questi senzatetto ha chiesto un aiuto sanitario in presenza di sintomi che lasciavano intendere il contagio da virus, il che non ha fatto altro che aumentare le preoccupazioni.

Del caso delle Reggiane si è interessato lo stesso vescovo Camisasca che per due volte ha incontrato i senzatetto celebrando messa insieme a loro e con don Daniele Simonazzi.

In una di quelle circostanze, da parte dell’assessore ai servizi sociali, Marchi, si è fatto riferimento alla necessità di arrivare al superamento della situazione delle Reggiane con uno svuotamento dei capannoni, senza però che questo si traducesse in dispersione degli stranieri per la città. Con questa emergenza la situazione si fa ancora più complicata. —

A.M.

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