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biogas di gavassa 

Schermaglie fra Iren e comitati in vista dell’udienza al Tar

l.s.
Schermaglie fra Iren e comitati in vista dell’udienza al Tar

Il ricorso presentato dal coordinamento contro la multiutility approda oggi davanti ai giudici amministrativi 

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REGGIO EMILIA

Iren assicura che oggi si presenterà di fronte al Tar di Parma con assoluta serenità e piena fiducia nella magistratura a cui spetta il compito di giudicare il ricorso contro l’impianto di biogas che l'azienda multiservizi è autorizzata a costruire a Gavassa.

Il Tar ne ha sospeso la realizzazione, accogliendo temporaneamente l'istanza del Coordinamento provinciale dei comitati ambiente e salute. Perciò i ricorrenti esultano, credendo di avere la vittoria a portata di mano, e attribuiscono all'azienda un furioso scoraggiamento dovuto al timore di perdere la causa. Iren smentisce categoricamente. La magistratura amministrativa, infatti, non ha ancora deciso come valutare la compatibilità del Forsu (trattamento della “frazione organica dei rifiuti solidi urbani”) con la tutela dell’ambiente e della salute. Oggi si terrà soltanto la prima udienza del procedimento, che ha subito, come buona parte dell’attività giudiziaria, un rinvio tecnico dovuto alle norme emanate per fronteggiare la pandemia. L’azienda afferma di rimanere «convinta della validità tecnica dell’impianto e della correttezza e completezza dell’iter autorizzativo a cui è stato sottoposto, che consentirà di riutilizzare la frazione organica dei rifiuti e gli sfalci vegetali con il massimo recupero di materia ed energia in completa sicurezza e nel rispetto dell’ambiente».

Il Coordinamento ribatte accusando Iren di «mistificare e minimizzare le cose». L'azienda, a suo parere, sottolinea l’importanza del rinvio tecnico causato dal coronavirus come se questo bastasse a spiegare la sospensione dei provvedimenti che autorizzano la costruzione dell’impianto. «Noi – obiettano i ricorrenti – avevamo depositato il ricorso a inizio febbraio, quindi ben prima del lockdown. Questo per dire che se anche non ci fosse stata nessuna emergenza Covid-19 il cantiere sarebbe stato bloccato lo stesso». —

l.s.

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