Sono 36mila le partite Iva reggiane che hanno chiesto i 600 euro all’Inps
I dati della prima tranche a fondo perduto di aprile. Alle banche migliaia di richieste di prestiti
Enrico Lorenzo Tidona
REGGIO EMILIA
La crisi morde veramente e il blocco degli affari per autonomi e professionisti fa male anche a Reggio. Prova ne sono i dati sul sussidio di 600 euro previsti dal decreto Cura Italia, che contano al 17 aprile - ultimo dato disponibile - ben 35.265 domande per la provincia di Reggio Emilia di cui 26.632 in pagamento. Abbastanza per riempire una volta e mezza un comune di media grandezza come Correggio, affollato di persone che sono rimaste a casa, senza reddito e costretti ad accettare intanto il bonus pagato dallo Stato verso l’Inps, che per i prossimi due mesi potrebbe salire a 800 euro.
Il dato, rilasciato ieri dall’Inps, rende l’idea dell’emergenza. La difficoltà per ora è relativa a sussistenza e costi di struttura. Ma la preoccupazione riguarda la riapertura di serrande e uffici prima che il lavoro scompaia, per tornare a generare reddito senza dover dare fondo ai propri risparmi.
GARANTISCE LO STATO
Oltre ai 600 euro a fondo perduto messo nei conti di autonomi e professionisti, è attiva la grande finestra dedicata alle imprese che vogliono richiedere i prestiti fino a 25mila euro garantiti dallo Stato. E si cominciano a fare i primi bilanci. Il Credem ha visto giungere 2 mila richieste a livello nazionale di cui circa 100 a Reggio Emilia e provincia. «Al momento non riscontriamo problemi di affluenza nelle filiali - fanno sapere dalla banca reggiana - L’istituto, riconosciuto dalla Bce come il più solido in Italia, ha inoltre messo in campo nelle ultime settimane un pacchetto di iniziative per un ammontare complessivo pari a sette miliardi di euro a favore di famiglie e imprese per aiutarle a fronteggiare l'emergenza Covid-19».
In Emil Banca sono già state più di 7 mila invece le richieste di moratoria per un totale di oltre 700 milioni di euro di mutui e finanziamenti congelati alle imprese e alle famiglie emiliane in attesa che l’emergenza legata al Coronavirus diventi solo un brutto ricordo. «I dati a sabato scorso dicono che Emil Banca, grazie ad una task force dedicata ed alle procedure estremamente semplificate messe in campo, è riuscita a formalizzare già oltre la metà delle domande arrivate e conta di terminare il processo entro questa settimana» fanno sapere dalla banca cooperativa. Rispetto alla richiesta di liquidità delle imprese, Emil Banca, all’interno di un proprio progetto non legato al decreto Cura Italia, ha già erogato quasi due milioni di euro e ha ricevuto domande per un ulteriore milione di euro che sarà erogato in tempi brevi. Nella scorsa settimana sono state 491 le domande di finanziamento (di importo massimo di 25 mila euro) coperto dal fondo di garanzia statale pervenute alla banca per un totale di circa 8,5 milioni di euro.
Anche in Bper non sono mancate le richieste di prestiti garantiti dallo Stato: in due giorni sono state 3mila le pratiche messe in lavorazione a livello nazionale, per un controvalore di 60 milioni di euro. Sono invece 5mila le richieste di moratoria dei mutui. —
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