Gazzetta di Reggio

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Una madre racconta 

«Dura conciliare il lavoro e tre figli con le scuole chiuse»

J. D. P.

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REGGIO EMILIA

Conciliare i ritmi del lavoro e della famiglia non è un’impresa facile nemmeno in tempi normali. Ora l’epidemia ha aggiunto un nuovo carico di difficoltà e incognite nella gestione della vita quotidiana di tante famiglie.

Fiorella Zambelli, di San Rocco di Guastalla, ha tre figli di 2, 4 e 6 anni, svolge la libera professione in campo tecnico e collabora nell’azienda agricola di famiglia. «Dal 21 febbraio i bambini sono rimasti tutti a casa da scuola mentre io continuavo ad andare al lavoro e così anche mio marito. È stato un periodo molto duro e per fortuna ci ha dato una grossa mano la nonna. Dopo un po’ con la chiusura dei cantieri ho iniziato a lavorare da casa e poi la mole di lavoro dell’ufficio è diminuita. Nel frattempo abbiamo riorganizzato la giornata dei bambini, cercando di mantenere un po’ gli orari di prima a livello di sveglia, sonnellino, merende, compiti... Vivendo in campagna, con un giardino attrezzato e un’azienda agricola con animali, posso dire che i bambini non vivono male questo momento. Sono sicuramente fortunati rispetto ad altri e me ne rendo conto quando in una giornata di pioggia devono stare in casa».

In vista della ripartenza, con scuole e asili ancora chiusi, molti dovranno fare scelte impegnative. «Quando l’attività lavorativa in ufficio riprenderà normalmente dovrò decidere come comportarmi – dice Zambelli –. Stare otto ore fuori, con tre figli piccoli tutto il giorno a casa non è certo una cosa facile. Anzi, direi che è pressoché impossibile. Potrei organizzarmi con delle baby-sitter, ma ci sono rischi a fare entrare persone in casa e devo pensare anche alla nonna dei bambini, che ha 75 anni e vive qua di fianco a noi. Credo che ridurrò il mio impegno fuori casa per qualche mese. Mi rendo conto che sono nella condizione di poterlo fare, mentre altri purtroppo non possono. La libera professione concede maggiore flessibilità e poi io ho anche l’impegno quotidiano con l’azienda agricola».

In certe mattine Zambelli deve assistere il figlio di 6 anni, che frequenta la prima elementare a Guastalla, nelle lezioni da remoto. «Ma ogni giorno con i bambini facciamo qualcosa. I più piccoli frequentano l’asilo e la scuola dell’infanzia a San Giacomo di Guastalla e sul sito della scuola caricano tante schede per fare dei lavoretti che li tengono impegnati. I miei figli non hanno subìto grossi stress e devo dire che complessivamente come famiglia non abbiamo avuto enormi stravolgimenti. Condurre un’azienda agricola impone un impegno quotidiano e non è che prima di questa emergenza trascorressimo i fine settimana in montagna. Il distanziamento sociale lo sentiamo, ma meno di altri». —

J. D. P.

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