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Gli alpini in prima linea per l’ospedale da campo allestito a Bergamo

Le penne nere locali sono  tra quelle che hanno risposto all’appello per portare aiuti nella provincia tanto colpita dal virus. Il sindaco: «Preziosi»

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Anche gli Alpini di Cavriago sono in prima linea a Bergamo per l’emergenza Coronavirus. Come ci spiega il presidente della sezione locale Mattia Zurli: «Sono partiti sabato scorso da Reggio i nostri ragazzi Massimo Canovi, Daniele Tiranno e Rachele Capasso. Devo ringraziarli per la loro grande disponibilità in un momento così delicato e per l’impegno che stanno mettendo nell’aiutare una città fortemente colpita dal virus».

Canovi, Tiranno e Capasso resteranno in servizio fino a sabato, quindi per una settimana, all’ospedale da campo allestito dagli Alpini alla fiera di Bergamo.

«In particolare – spiega Mattia Zurli – Canovi e Tiranno sono impegnati nel supporto logistico e nel controllo degli accessi in entrata e uscita del campo. Mentre Rachele, che è un’ottima cuoca, sta lavorando in cucina per preparare piatti per gli Alpini e il personale medico sanitario». Questa settimana è infatti il turno degli Alpini dell’Emilia Romagna e le penne nere di Cavriago sono tra quelle che hanno risposto all’appello. Anche la sindaca Francesca Bedogni ci tiene a ringraziare le Penne Nere cavriaghesi: «È in corso questa settimana a Bergamo il turno degli Alpini dell’Emilia Romagna: sono impegnati complessivamente trenta volontari. Ringrazio in particolare gli Alpini di Cavriago che hanno deciso di portate agli amici bergamaschi il calore e la solidarietà di tutta Cavriago». E aggiunge: «Gli Alpini non si tirano mai indietro, nei momenti più difficili sono sempre in prima linea. Anche in paese, in questo periodo di emergenza sanitaria, il loro aiuto è prezioso: si ruotano, ad esempio nei fine settimana e nei festivi, in otto per presidiare il territorio. Effettuano in particolare controlli nei parchi e in giro per il paese. Grazie di cuore a Mattia Zurli e a tutti gli Alpini di Cavriago che, ad oggi, sono ben 57. Sono un bellissimo esempio per tutta la comunità». —

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