Lo spacciatore incastrato sotto casa: due anni e via da Reggio
REGGIO EMILIA
Si è chiusa – ieri mattina – sul piano giudiziario la vicenda legata allo spaccio di cocaina, con protagonista il clandestino albanese 42enne Sali Kola, arrestato lunedì pomeriggio dai carabinieri nel quartiere della Rosta Nuova.
In aula l’albanese – incensurato – non ha voluto rispondere alle domande del giudice Simone Medioli Devoto e l’avvocato difensore Maurizio Colotto ha poi optato per il rito abbreviato, non essendovi l’assenso per un patteggiamento. Kola è stato giudicato non solo per la cessione di 2 grammi di cocaina ad un cliente e per le 22 dosi (del peso complessivo di 45 grammi) poi trovate nella sua abitazione insieme al kit tipico dello spacciatore (cellophane, bilancino di precisione, fogli con annotati nomi e cifre, soldi), ma anche per la vendita di “polvere” bianca nei due anni precedenti al ritmo di 2 grammi ogni 10 giorni, come ricostruito dai carabinieri (coordinati dal pm Marco Marano) che stavano indagando sull’albanese da giorni. Da qui la richiesta della Procura di una condanna a 3 anni e 8 mesi di reclusione. Invece è passata la linea sostenuta dal difensore Colotto, che ha ottenuto la derubricazione in fatto di lieve entità. Infatti il giudice ha applicato 2 anni di reclusione all’imputato, con il divieto di dimora nella nostra provincia. Quindi il 42enne è tornato in libertà, ma non potrà più gravitare sul Reggiano (al momento dell’arresto figurava residente in Albania, ma di fatto domiciliato in città).
Il processo si è tenuto con le precauzioni anti–Covid (guanti, mascherine e distanza sociale) ma non in videoconferenza per problemi tecnici al sistema, trovando l’accordo delle parti. —
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