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Mozione sul piano del vescovo Il Pd rivendica il “non voto”

Evaristo Sparvieri
Mozione sul piano del vescovo Il Pd rivendica il “non voto”

Il segretario cittadino Luca Cattani: «Hanno voluto tirarlo per la giacchetta» Sulla futura segreteria provinciale: «Serve un mix di amministratori e politici»

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Evaristo Sparvieri

REGGIO EMILIA

«Portare il messaggio del vescovo in una discussione politica è un modo di tirarlo per la giacchetta. Concordo con il capogruppo Cantergiani: se c’è un messaggio del vescovo lo si recepisce, come il nostro sindaco ha fatto, senza bisogno di aprire una discussione politica reinterpretando e strumentalizzando le sue parole». Il segretario cittadino Pd, Luca Cattani, prova a tenere la barra dritta. E di fronte al caso politico che si è aperto in consiglio, approva la linea sposata dal suo partito.

IL FATTO

Una querelle innescata dal capogruppo di Forza Italia, Claudio Bassi, che ha presentato una mozione nella quale chiedeva di impegnare il sindaco Luca Vecchi e la giunta a recepire e condividere l’appello diffuso dal vescovo, Massimo Camisasca, per il rilancio del territorio alle prese con l’emergenza Coronavirus. Nel testo, ripercorrendo le parole del vescovo, Bassi chiede all’amministrazione di concentrare ogni sforzo sul lavoro e non sull’assistenzialismo, predisponendo quel piano straordinario di investimenti indicato dallo stesso Camicasca entro il prossimo settembre. Parole, quelle del vescovo, alle quali il sindaco ha risposto pubblicamente, all’indomani della diffusione dell’appello. Ma che Bassi ha pensato di portare comunque all’attenzione del consiglio comunale, aprendo di fatto un acceso dibattito e rispolverando antiche dialettiche fra laicismi e cattolicismi. Il risultato? La mozione è passata con nove voti favorevoli (lo stesso Bassi, la Lega, Alleanza civica, Aguzzoli del M5S) e due astenuti (M5S). Quanto al Pd, ha deciso di non partecipare al voto, in questo modo mettendo in sordina anche eventuali dissensi interni al gruppo, divisi fra un’anima laica e un’altra di ispirazione cattolica. Una spaccatura smentita ieri dal capogruppo Pd, Gianluca Cantergiani, illustrando i motivi all’origine della ritirata “strategica” secondo una linea condivisa anche dal segretario cittadino, che aggiunge: «Sì alle parole del vescovo, no alla strumentalizzazione».

DIVISIONI

Per quanto riguarda le divisione interne al partito, invece, Cattani non nega che «il Pd abbia un’anima duale: le componenti derivano dalla tradizione popolare e da quella progressista e socialista. Quella popolare è comunque storicamente laica, con un compito di rappresentanza dei valori fondata sull’autonomia. Il cattolico impegnato in politica, insomma, non è quello che fa vedere i rosari. L’autonomia è il modo di servire determinati valori, soprattutto ora che il virus avrà a lungo ancora un impatto molto forte sulla nostra vita, sotto tutti gli aspetti. Penso alle difficoltà di tante attività medio piccole, alle nuove povertà. Sulle parole del vescovo, mi aspetto molto dal mio partito: la politica non può prescindere dall’ascolto, altrimenti si lasciano dei vuoti per movimenti politici irresponsabili che propongono un ritorno al passato impossibile».

SEGRETARIO CERCASI

Due anime che qui a Reggio sono in attesa di una guida unitaria, dal momento che la posizione del segretario provinciale è rimasta vacante dopo l’elezione in consiglio regionale dell’uscente Andrea Costa: «Purtroppo lo statuto Pd è stato scritto prima della pandemia – ironizza Cattani - e ora siamo impossibilitati a fare assemblee. Quello che mi sento di interpretare dalla base è che si apra una stagione nuova, di prossimità politica. Le divisioni e le scissioni ci sono già state. Ora abbiamo il lusso di poterci concertare sui problemi, per una stagione nuova. Le competenze non mancano e penso si possa progettare una segreteria, più che un segretario, non limitata solo agli amministratori ma anche a persone che abbiano un profilo politico, attraverso una soluzione unitaria che consenta di concentrarci sui contenuti e sulle nuove modalità di fare politica». —

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