«Nei box per il verde sistematico abbandono di rifiuti ingombranti»
GUASTALLA
«Ci sono alcuni box per ramaglie sul territorio che presentano un abbandono di rifiuti continui e persistenti. La maggior parte del contenuto è rifiuto. Questo significa che una volta arrivati in Sabar quello che si salva è circa un 10-20% del materiale di ramaglie e potature con dei tempi di selezione non sostenibili economicamente. Così si recupera pochissimo materiale».
Questo il monito di Chiara Lanzoni, assessore all’ambiente, dopo che in questi giorni gli operatori di Sabar hanno riscontrato diversi casi di utilizzo scorretto dei box ramaglie. «Li abbiamo tenuti monitorati e abbiamo capito che l’abbandono è costante. Oggi (ieri per chi legge, ndr) è la Giornata della Terra: facciamo un richiamo a tutti i cittadini che quotidianamente scaricano in maniera incontrollata il loro rifiuto ingombrante ed indifferenziato ricordando le possibilità dei servizi che abbiamo sul nostro territorio, isole ecologiche e ritiro a domicilio dei rifiuti ingombranti».
I box-ramaglie devono essere utilizzati esclusivamente per la raccolta di potature e sfalci di erba. Ora i box posizionati in via Caselle, via Zecchiere, via 11 Settembre, via Ugo Foscolo, via Portamurata saranno temporaneamente rimossi e la loro area bonificata. «Ricordo ai cittadini che la raccolta dei rifiuti ingombranti a domicilio, per il comprensorio servito da Sabar Servizi srl è un servizio gratuito, tramite il quale i rifiuti ingombranti di grandi dimensioni (ad esempio. frigoriferi, tv, reti, materassi, divani) possono essere direttamente prelevati a domicilio» spiega.
Il servizio va prenotato chiamando il numero telefonico 0522-657569. «Il ritiro per Guastalla avviene nelle giornate di martedì. Il verde non è considerato rifiuto ingombrante. Infine ricordo che tutti i materiali per i quali non è possibile avvalersi dei cassonetti stradali o del servizio “porta a porta” devono essere conferiti presso le isole ecologiche. Durante l’emergenza Covid-19 è possibile accedere alle isole ecologiche una persona alla volta» conclude. —
M.P.
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